giovedì, 24 Giugno 2021

Tutela del patrimonio artistico, recuperate 6 opere trafugate

Riconsegnate sei opere, di cui quattro dipinti, frammenti di una pala d'altare asportata il 14 maggio 1976, un reliquiario e la scultura di un angelo in legno policromo asportati nel 2011

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Sono state riconsegnate oggi alla Chiesa del Santissimo Salvatore di Calvanico (SA) sei opere, di cui quattro dipinti, frammenti di una pala d’altare asportata il 14 maggio 1976 dalla Chiesa sopracitata, un reliquiario e la scultura di un angelo in legno policromo asportati nel 2011 dalla Chiesa della Madonna delle Grazie di Calvanico. I Comandanti dei Nuclei per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli e Firenze hanno condotto due indagini distinte e parallele, rendendo possibili le restituzioni.

Quella del Nucleo TPC di Napoli ha portato al recupero del reliquiario e dell’angelo; individuate 29 persone facenti parte di un’organizzazione criminale in Campania dedita alla ricettazione di beni preziosi, oggetti rubati da luoghi di culto e istituti religiosi presenti sull’intero territorio nazionale.

Le indagini hanno accertato che la banda era attiva già da numerosi anni nel settore dell’antiquariato e dei beni ecclesiastici, grazie alle specifiche conoscenze dei ricettatori che, appassionati d’arte o in alcuni casi ex titolari di negozi, erano il tramite per la commercializzazione degli oggetti trafugati.

Lo stratagemma prevedeva che alcuni soggetti avessero il compito di effettuare sopralluoghi per individuare luoghi di culto vulnerabili e non vigilati, altri si occupavano del reperimento dei beni per individuare i canali illeciti di vendita, ad altri ancora spettava infine la collocazione dei pezzi rubati, dai mercati rionali per gli oggetti di minore rilevanza a trattative private nel caso di opere di notevole valore commerciale.

È risultata fondamentale per l’individuazione dei beni la comparazione delle immagini degli oggetti sequestrati con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, gestita dal Comando TPC.

Gli oggetti recuperati, frutto di 55 furti compiuti da Bolzano a Catania, provengono in larga scala da chiese e abitazioni private. Tra i più rilevanti da ricordare troviamo l’intero tesoro di San Donato, asportato dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Acerno (SA), e due busti in legno raffiguranti San Paolo e San Pietro, rubati dalla Chiesa di San Carlo a Cave (RM).

L’attività del Nucleo TPC di Firenze nasce dall’iniziativa di un militare che aveva notato in un ristorante fiorentino uno dei quattro dipinti recuperati, intuendo che potesse trattarsi di un frammento di un’opera molto più grande.

I Carabinieri sono riusciti a risalire alla maestosa pala d’altare da cui proveniva l’opera parziale, riuscendo ad individuare anche altri tre frammenti, in una ricerca svolta tra oltre un milione e trecentomila beni presenti nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”.

Il titolare del ristorante è risultato un artista appassionato d’arte, che in buona fede aveva acquistato le opere negli anni Settanta presso la fiera antiquaria di Arezzo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze riconoscendo al ristoratore l’estraneità dei fatti ha concesso l’autorizzazione alla restituzione, con l’uomo felice di averle preservate per così tanti anni.

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