sabato, 23 Ottobre 2021

Sì lo voglio, aperte le danze ai matrimoni: niente covid manager e fino a mille invitati

Confermata la necessità del Covid-pass e la data di partenza: il 15 giugno. All’esterno si potrà ballare senza problemi; all'interno, gli spazi dedicati a balli e animazione dovranno essere organizzati con tempistiche predefinite.

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A poche ore dal varo del protocollo per i ricevimenti, matrimoni e tutte le altre funzioni civili e religiose, molte sono le perplessità che serpeggiano tra sposi e addetti ai lavori.

È arrivata la conferma che non è previsto un tetto al numero degli invitati – in realtà c’è, ma è un limite altissimo: mille persone -, ma il numero delle persone che potranno partecipare alla festa sarà determinato solo dagli spazi a disposizione. Come già era trapelato, è confermata la necessità del Covid-pass e la data di partenza: il 15 giugno.

Ecco il protocollo, punto per punto.

Sì ai balli

Per quanto riguarda i festeggiamenti, all’esterno si potrà ballare senza problemi. Diversamente, all’interno del locale, gli spazi dedicati a balli e animazione dovranno essere organizzati con tempistiche predefinite, garantendo una superficie pro capite pari a 2 metri quadri, potenziando il ricambio d’aria dei locali. Per ogni pausa danzante, comunque, non si potranno superare i 15 minuti di durata. Questo perché le tempistiche predefinite dei balli sono convenzionalmente identificate dai gestori in 15 minuti tra una portata e l’altra.

No limite agli invitati

“Bene che sia stata fissata la data di riapertura” aveva spiegato Michele Boccardi, presidente di Assoeventi di Confindustria, ma “adesso chiediamo che venga individuato come valido il protocollo già recepito dalla Conferenza delle Regioni e di non inserire nessuna limitazione numerica al chiuso se non quella basata sulla distanza interpersonale che è già stata ampliata da un metro a due metri”. E come auspicato da Boccardi, il limite praticamente non c’è. Ad un patto: essere in possesso del green-pass.

L’obbligo del Certificato verde

Il green-pass è la documentazione necessaria per partecipare all’evento, cioè il certificato che attesta di essere stati vaccinati almeno con la prima dose ma oltre i 15 giorni precedenti o con la doppia dose, oppure di essere guariti, oppure di aver effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti. Dovranno averlo tutti gli invitati, sposi compresi.

In aggiunta, anche per gli sposi vige l’obbligo di indossare la mascherina, chirurgica o superiore, negli ambienti interni quando non sono seduti al tavolo e negli ambienti esterni qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro. Il personale di servizio a contatto con gli ospiti dovrà usare la mascherina e dovrà procedere a una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti. Gli ospiti potranno non indossare la mascherina chirurgica nei casi di allontanamento dal proprio tavolo – recarsi in bagno, al bar, ecc. – a condizione di rispettare il distanziamento interpersonale di 1 metro nel caso di soggetti non conviventi.

No al Covid manager

Rispetto a quanto specificato nel protocollo recepito dalla Conferenza delle Regioni, è stato eliminato l’obbligo del Covid manager ogni 50 invitati, che sarebbe stato individuato tra i dipendenti della sala ricevimenti. Come per il tetto agli invitati, l’obbligo del Covid pass ha reso superflua la raccolta della documentazione nella fase di preparazione dell’evento e dell’ingresso degli ospiti. Successivamente alla cerimonia occorrerà comunque mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. Così come resta l’obbligo, per gli ospiti, di misurazione della temperatura corporea, con accesso vietato nel caso in cui dovesse risultare superiore a 37,5 °C.

Meglio festeggiare all’aperto

Fare festa in realtà è consentito anche al chiuso. Ma il protocollo raccomanda che lo svolgimento degli eventi sia, quando possibile, in aree all’aperto. Nel caso in cui debbano utilizzarsi ambienti chiusi va sempre garantito il ricambio d’aria: occorrerà, quindi, mantenere aperte, a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano, porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni.

La distanza tra i tavoli

Per i tavoli adiacenti, considerando l’ingombro delle sedie, la distanza minima tra i tavoli deve essere di almeno 2 metri (0,5+0,5+1m), considerando anche il passaggio degli addetti al servizio di somministrazione. Si consiglia, tuttavia, ove possibile garantire una distanza di 2,5 metri. I tavoli devono garantire il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro – i classici tavoli tondi da 8 persone delle sale ricevimento lo garantiscono -, fatta eccezione per i tavoli composti da persone che non siano soggette al distanziamento interpersonale in quanto conviventi, così come definito DPCM del 17.05.2020. In tal caso, il gestore ha la facoltà di chiedere un’eventuale autodichiarazione. La distanza tra i tavoli è fondamentale per individuare il numero massimo di invitati, che dipenderà appunto dal numero di tavoli che si potranno organizzare tenendo conto della distanza prescritta.

Buffet non è sinonimo di self-service

Il buffet classico, inteso come self-service, non è consentito. È possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per ospiti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose.

Gli addetti ai lavori

Fotografi con protezione individuale se più vicini di un metro

I fotografi dovranno indossare la mascherina nel caso in cui dovessero trovarsi a una distanza interpersonale inferiore a 1 metro dagli invitati e dagli sposi e organizzare il servizio fotografico in modo responsabile, adottando criteri di prevenzione comuni per chiunque.

Distanza di tre metri per i gruppi musicali

I gruppi musicali dovranno essere distanziati dal pubblico almeno 3 metri, qualora non provvisti di barriere antidroplets in prossimità del microfono. Dovranno poi indossare la mascherina nel caso in cui debbano spostarsi nelle aree comuni interne. Particolare attenzione e/o idoneo presidio monouso dovrà essere impiegato nell’utilizzo del microfono, qualora non di uso strettamente personale. Sono consentiti spettacoli e/o esibizioni artistiche di qualsiasi natura purché possa sempre essere rispettata la distanza interpersonale di un metro.

La distribuzione delle bomboniere
Le feste dei matrimoni terminano solitamente con la distribuzione di un cadeaux agli ospiti. Non sarà possibile, come avveniva in passato, prendere la bomboniera da un tavolo comune all’uscita del locale. Dovranno essere gli sposi a consegnarla agli invitati dopo aver utilizzato igienizzanti per le mani.

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