sabato, 19 Giugno 2021

Dichiarazione di Roma: evitare nuove emergenze sanitarie

La "Dichiarazione di Roma" con 5 pagine e 16 principi verrà approvata al termine del Global Health Summit.

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La “Dichiarazione di Roma” consta di 5 pagine e 16 principi, ed è il risultato finale del Global Health Summit, che verrà approvata al termine dell’incontro.

Accesso equo” a vaccini e terapie, a “catene di approvvigionamento globali aperte, resilienti, diversificate, sicure, efficienti e affidabili lungo l’intera catena del valore relativa alle emergenze sanitarie“; sistemi sanitari più forti, al di là della pandemia, una battaglia da combattere sul fronte di altre malattie tra cui Hiv/Aids, tubercolosi, malaria e malattie non trasmissibili. Questi sono alcuni dei principi contenuti nella Carta.

Fondamentale è il passaggio, secondo cui bisogna “Unire gli sforzi per sostenere in particolare la produzione e la fornitura di vaccini e la fornitura di finanziamenti per l’acquisto di vaccini per supportare i paesi a basso e medio reddito“.

Nella carta si legge: “La pandemia continua ad essere una crisi sanitaria e socioeconomica globale senza precedenti, con effetti diretti e indiretti sproporzionati sui più vulnerabili, su donne, ragazze e bambini, nonché sui lavoratori in prima linea e sugli anziani. Non sarà finita finché tutti i Paesi non saranno in grado di tenere la malattia sotto controllo e quindi garantire la vaccinazione su larga scala, globale, sicura, efficace ed equa in combinazione con altre misure di salute pubblica appropriate rimane la nostra massima priorità, insieme a un ritorno a una forte, crescita sostenibile, equilibrata e inclusiva“.

L’Italia è stata “l’epicentro della pandemia non solo in Europa, un anno fa il mondo è stato preso alla sprovvista: un anno dopo parte un nuovo capitolo per la salute pubblica“. Esordisce così Ursula Von der Leyen, la presidente della Commissione europea; la co-presidente di Mario Draghi sostiene che l’obiettivo della Carta di Roma sia mettere fine a questa pandemia per evitare di trovarci alle prese con altre emergenze sanitarie.

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