mercoledì, 20 Ottobre 2021

Sardegna, bocciato un articolo della legge sull’utilizzo dei litorali: stop agli stabilimenti tutto l’anno

Secondo la Corte con questa legge, la Regione Sardegna violerebbe  le norme che lo Stato detta in materia di tutela del paesaggio e di livelli essenziali delle prestazioni.

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La Corte costituzionale blocca un’altra delle leggi della Regione Sardegna: il provvedimento in questione è il Piano di utilizzo dei litorali.

La Consulta ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 2 sul posizionamento delle strutture mobili a scopo turistico. Entro il 31 ottobre di ogni anno, l’operatore balneare ha l’obbligo di programmare e comunicare, ai sensi dell’ordinanza balneare periodica, un minimo di 10 mesi di operatività sui dodici mesi successivi.

Secondo la Corte, con questa legge, la Regione Sardegna violerebbe le norme che lo Stato detta in materia di tutela del paesaggio e di livelli essenziali delle prestazioni.

Per i giudici costituzionali “‘Il mantenimento delle opere precarie in questione’ – come questa Corte ha già affermato – non può certo avvenire ‘in mancanza della necessaria positiva valutazione di compatibilità paesaggistica’ (sentenza n. 232 del 2008), potendosi determinare uno sfruttamento delle coste che svilirebbe le loro bellezze naturali. È chiaro che, in assenza del controllo periodico delle autorità paesaggistiche preposte alla tutela del vincolo- scrive la Corte -, la legge regionale che permette di posizionare, per tutto l’anno, le strutture turistico-ricreative, può produrre un danneggiamento, indiscriminato, del valore preminente connaturato al litus maris“.

Inoltre, diverse censure sollevate dal Governo, sempre sul posizionamento delle strutture turistiche amovibili sui litorali, sono state respinte dalla Consulta.

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