martedì, 21 Settembre 2021

Dote ai 18enni, Draghi boccia Letta: “Non è il momento di prendere soldi ai cittadini ma di darli”

Letta: "Per la generazione più in crisi un aiuto concreto per studi, lavoro, casa. Per essere seri va finanziata non a debito ma chiedendo all’1% più ricco del paese di pagarla con la tassa di successione".

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Finanziare una dote ai 18enni con la tassa di successione. È la proposta lanciata quest’oggi, del leader del Pd, Enrico Letta. Una proposta bocciata solo dopo poche ora dal premier Mario Draghi: “Ora non è il momento di prendere soldi ai cittadini ma di darli”. Gli fa eco Matteo Salvini: “L’Italia non ha bisogno di nuove tasse, i Dem si rassegnino”.

Letta aveva lanciato l’idea di concedere alla “generazione più in crisi, un aiuto concreto per studi, lavoro, casa. Per essere seri va finanziata non a debito (lo ripagherebbero loro) ma chiedendo all’1% più ricco del Paese di pagarla con la tassa di successione“.

Il leader del Pd aveva commentato: “Per la dote ai diciottenni sarei disposto a venire a patti anche sulla legge elettorale. Il mio sogno è trattenere i ragazzi italiani in Italia, senza però farli restare in casa con mamma e papà fino a trent’anni. Il problema principale del nostro Paese è che non fa più figli. Ci vuole una dote per i giovani, finanziata con una parte dei proventi della tassa di successione, e un accesso ai mutui-abitazione anche per chi non ha genitori in grado di fornire garanzie.

Il problema è sempre più ampio, uomini e donne ormai trentenni vivono ancora con i propri genitori, alcuni certo per comodità ma esiste anche chi vorrebbe una casa propria. Le condizioni lavorative spesso non lo favoriscono. Perciò agevolazioni che spingano ad ambire ad una maggiore indipendenza dei giovani potrebbero essere un buon punto di partenza.

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