sabato, 19 Giugno 2021

Giornata contro l’omotransbifobia, Mattarella: “Diversità è una ricchezza”

Il presidente della Repubblica ricorda l'urgenza del riaffermare la centralità dell'uguaglianza sancita dalla Carta costituzionale

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Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, ricorrenza che si celebra ogni 17 maggio dal 2004. “È l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea“. È la stessa legge fondamentale del nostro Paese a riconoscere e, soprattutto, garantire i diritti inviolabili delle persone della Repubblica.

La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili”, il monito di Mattarella a conclusione di una settimana di manifestazioni a favore del ddl Zan; ma anche di cortei contrari ad una legge che tutelerebbe tutte le persone in caso di discriminazione e di violenza, sia verbale sia fisica.

La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti“. Il presidente fa implicitamente riferimento agli episodi della stazione di Valle Aurelia, di Fano (dove un giovane è stato picchiato perché portava lo smalto sulle unghie), Torino (una coppia aggredita mentre passeggiava a braccetto), Latina (mobbizzata perché lesbica), Bari (una diciottenne insultata perché innamorata di un’altra ragazza) e molti altri ancora.

Purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza», conclude Mattarella.

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