domenica, 19 Settembre 2021

Covid Italia, studio della Fondazione Gimbe: sale il tasso di positività ma decrescono i morti

In un mese quasi dimezzati i ricoveri per Covid e si è allentata ulteriormente la pressione sugli ospedali: in 35 giorni i ricoveri con sintomi Covid nei reparti intensivi  si sono ridotti del 49,1% e del 45,1%.

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Covid Italia: sale il tasso di positività ma decrescono i morti. Nelle ultime 24 ore 8.085 positivi e 201 vittime, in calo rispetto alle 262 di ieri. Sono stati effettuati 287.026 test, tasso di positività al 2,8%. Diminuiscono anche i ricoveri in terapia intensiva, 99 in meno rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite.

Uno studio della Fondazione Gimbe rileva che in un mese si sono quasi dimezzati i ricoveri per Covid e si è allentata ulteriormente la pressione sugli ospedali: in 35 giorni i ricoveri con sintomi Covid nei reparti intensivi  si sono ridotti del 49,1% e del 45,1%.

“L’ulteriore calo dei nuovi casi settimanali riflette gli ultimi effetti di 6 settimane di un’Italia tutta rosso-arancione” e “si allenta ulteriormente anche la pressione sugli ospedali, sia per la minore circolazione del virus che per i primi effetti dell’elevata copertura vaccinale negli over 80” dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione.

La Fondazione si esprime anche sulla gestione della campagna vaccinale anti Covid. Secondo i Gimbe è necessario integrare il sistema della prenotazione volontaria con un sistema a chiamata attiva, accanto a una campagna di comunicazione istituzionale e a strategie di persuasione individuale. Il problema individuato è sicuramente nella poca reattività alla campagna vaccinale di una fetta di popolazione, quella di età compresa tra  i 70-79 anni e i 60-69 ancora scoperta. Si tratta di una persona su quattro per la prima, una su due per la seconda.

In generale “il mancato sprint della campagna vaccinale è influenzato dalla mancata somministrazione di 1.286.041 dosi di AstraZeneca”, osserva Renata Gili, responsabile della Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe. “Tenendo conto che l’uso preferenziale di questo vaccino è negli over 60, è inevitabile – aggiunge Gili – che i rifiuti influenzino la copertura vaccinale in questa classe d’età”.

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