lunedì, 21 Giugno 2021

Corte Costituzionale, Coraggio: “Non ho studiato il ddl Zan, ma una normativa è opportuna”

Questa mattina il discorso del presidente Giancarlo Coraggio in apertura della riunione straordinaria della Corte Costituzionale.

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Non ho studiato il ddl Zan proprio per non essere chiamato a dare un parere concreto sulle norme. Ma sicuramente una qualche normativa è opportuna“. Lo ha affermato questa mattina il presidente Giancarlo Coraggio in apertura della riunione straordinaria della Corte Costituzionale. In platea, anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, i presidenti delle Camere Elisabetta Casellati e Roberto Fico, il premier Mario Draghi e la ministra della Giustizia Marta Cartabia, che è stata la prima donna presidente della Corte Costituzionale.

Coraggio ha iniziato il suo discorso parlando del Covid e dell’emergenza nazionale che stiamo vivendo, e che molti hanno dovuto vivere in modo ancora più preoccupante, a causa della perdita dei cari. Anche la Corte Costituzionale durante la pandemia non si è mai fermata: “L’ampio ed efficace utilizzo dei sistemi informatici ha consentito la ininterrotta prosecuzione delle udienze e delle camere di consiglio, con la partecipazione da remoto sia dei giudici che delle parti. Un salto di qualità imposto dall’emergenza che ci ha sollecitato a portare avanti con determinazione l’introduzione del processo telematico, nonché ad utilizzare in larga misura strumenti di comunicazione vecchi e nuovi“. Proprio grazie alla piena operatività della Corte, non solo il numero di decisioni è stato “sostanzialmente analogo a quello dell’anno precedente, e in linea con quello degli ultimi cinque“, ma si sono “anche ridotti i tempi di conclusione dei giudizi, scesi, per quelli incidentali, da circa un anno ad otto mesi“. Tutto ciò ha comportato “la riduzione delle stesse pendenze“.

Nella Sanità, servizio nazionale ma a gestione regionale, serve “un esercizio forte, da parte dello Stato, del potere di coordinamento e di correzione delle inefficienze regionali: il suo esercizio inadeguato non solo comporta rischi di disomogeneità, ma può ledere gli stessi livelli essenziali delle prestazioni – ha ammonito Coraggio – Il problema si è riproposto con la pandemia, nonostante la competenza esclusiva dello Stato sulla profilassi internazionale che avrebbe dovuto garantire “unitarietà di azione e di disciplina“.

Serve “leale collaborazione” tra Stato e Regioni “nelle materie di interesse comune o in ambiti posti al crocevia di una pluralità di competenze” – ha auspicato il presidente della Corte Costituzionale, di fronte a un contenzioso tra Stato e Regioni che resta “ancora elevato“. Un nodo che affonda le sue radici nella revisione del titolo V della Costituzione, “i cui problemi applicativi non si possono dire ancora risolti” e che richiede anche di “apprestare più efficaci meccanismi di prevenzione e risoluzione dei conflitti“.

Coraggio ha commentato anche gli arresti degli ex terroristi avvenuti in Francia: “Non si può istituzionalizzare il diritto alla fuga e di sottrarsi alla pena che è stata irrogata in un processo giusto e corretto condotto da giudici indipendenti. Questi signori devono essere soggetti ai principi della nostra Costituzione che non è ispirata alla vendetta, ma alla rieducazione”.

Tra le istituzioni che hanno saputo reagire alla pandemia c’è la scuola, “che, con l’insegnamento a distanza (una soluzione certo emergenziale ma accettata con spirito di sacrificio da docenti e alunni), è stata comunque in grado di assicurare, nei limiti del possibile, la vitale prosecuzione dell’istruzione, anche se si sono purtroppo manifestate gravi diseguaglianze economiche e territoriali“, ha sottolineato Coraggio nella sua relazione sull’attività della Consulta nell’anno passato.

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