sabato, 19 Giugno 2021

Contro!, Alessandro Di Battista vuota il sacco: arriva il libro per opporsi al “governo dell’assembramento”

Prevista per il 14 maggio la pubblicazione del libro dell'ex deputato grillino, in cui denuncia un governo ingiusto e parla del rapporto con Grillo.

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La narrazione celebrativa del governo Draghi è nauseante. Nessuno che osi ricordare il passato di Draghi. Eppure alcune sue scelte, scelte prettamente politiche, le stiamo ancora pagando. È un dovere ricordare gli anni delle privatizzazioni, il suo legame con Goldman Sachs, il via libera che diede all’acquisizione di Antonveneta da parte di Monte dei Paschi, la lettera che firmò insieme a Trichet e che commissariò, di fatto, la politica italiana“.

Scrive così Alessandro Di Battista sul suo profilo Facebook per promuovere il libro dal titolo Contro!, come egli stesso ha dichiarato, scritto per opporsi a un sistema ingiusto che negli ultimi anni non ha fatto altro che aumentare le diseguaglianze sociali.

Nel testo, in uscita Venerdì 14 maggio ed edito PaperFirst, sono diversi gli argomenti affrontati dall’ex deputato, tra cui in primis il legame con Beppe Grillo, l’abbandono del Movimento 5 Stelle, a cui si aggiungono una serie di pagine in cui viene espressa la propria visione della politica italiana.

Il rapporto con Beppe Grillo
“Negli ultimi tempi io e Beppe non la pensiamo più allo stesso modo. ‘Non sono io a pensarla come Beppe, è lui che la pensa come me’. Questa è una frase che i grillini conoscono bene. Quante volte l’abbiamo ripetuta nei banchetti quando venivano accusati di essere eterodiretti da Grillo e Casaleggio. Ebbene, oggi, se qualcuno mi chiedesse perché non sono più in sintonia con Beppe, gli risponderei: ‘Non sono io a non pensarla più come lui, è Beppe che non la pensa più come me”.

L’addio al Movimento 5 Stelle
“Quella con il Movimento 5 Stelle è stata un’indimenticabile storia d’amore. Il Movimento l’ho amato alla follia. Per anni siamo andati d’accordo, poi qualcosa si è rotto. È vero, io non ho vissuto in prima linea il Movimento 5 Stelle al governo. Mi mancano alcuni elementi e non ho avuto la possibilità di conoscere quella ‘complessità’ della quale, spesso, mi hanno parlato i miei ex colleghi. Certamente amministrare è estremante complesso, tuttavia alcune scelte politiche sono semplici. Sono le scelte di campo: o si sta da una parte o dall’altra”

Alleanza M5S e PD
“Quando ho cercato di oppormi al governo con il Pd sono stato descritto come nostalgico di Salvini, sebbene fossi stato io l’esponente del Movimento a essersi scontrato di più con lui durante il Conte I. Di certo, nonostante fossi scettico, nonostante avessi già in programma una serie di progetti tra cui un documentario da girare in Persia, nonostante sapessi che la cosa avrebbe pregiudicato la mia credibilità, ho comunque dato disponibilità a entrare nel governo. ‘Questa volta ci dovrai stare anche tu’, mi disse Luigi Di Maio e io accettai. Lo feci esclusivamente pensando al bene del Movimento”

Il capitolo Renzi
“Pensavo, e lo penso tuttora, che tornare con Renzi fosse non solo un suicidio politico, ma anche un pessimo esempio dato alla pubblica opinione. Sarebbe significato cedere a un “ricattatore” politico professionista che, sfruttando la pandemia – il ‘j’accuse’ dell’ex deputato M5S – ovvero la difficoltà di indire elezioni, aveva brigato per far fuori un presidente del Consiglio inviso a Confindustria e al gruppo Gedi, il gruppo editoriale che fa capo agli Elkann. «Una persona può credere alle parole, ma crederà sempre agli esempi», diceva Gianroberto Casaleggio. Opporsi a un ritorno al governo dei renziani, persino a costo di tornare all’opposizione, sarebbe stato un esempio”.

Le accuse a Mario Draghi
Diverse le critiche rivolte al Presidente Mario Draghi a cui è dedicato una paragrafo dal nome Levate gli ormeggi di Stato!. Riguardo il discorso pronunciato da Draghi nell’agosto 2020, durante il meeting di Comunione e Liberazione, Di Battista scrive :

“Un discorso descritto dalla stampa nostrana alla stregua dell’I have a dream di Martin Luther King sebbene fosse un agglomerato di banalità – accusa -. Ma si sa, se le banalità le pronuncia Draghi immediatamente diventano comandamenti divini. E questo vale anche per le posizioni politiche. Quando erano gli esponenti del Movimento 5 Stelle a scagliarsi contro il Patto di stabilità erano populisti. Ora che le critiche le muove Draghi, diventano patriottismo.”

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