lunedì, 21 Giugno 2021

“Mamma Isis” condannata a 4 anni: Alice Brignoli in carcere per terrorismo

Una scelta pianificata quella di portare i suoi bambini in Siria per fare in modo che diventassero futuri combattenti, come poi è successo al primogenito.

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Una storia di “fanatismo”, almeno per i rappresentanti della pubblica accusa. Così per Alice Brignoli, la foreign fighter italiana, arrestata il 29 settembre 2020 in Siria dove era scappata con il marito e i figli, è scattata la condanna a 4 anni di carcere e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale. 

 Nel processo con rito abbreviato, i PM di Milano Alberto Nobili e Francesco Cajani avevano chiesto una pena a 5 anni. Le motivazioni saranno rese note tra 30 giorni. 

Il giudice Daniela Cardamone ha stabilito inoltre una provvisionale di 5mila euro per ogni parte civile, lasciando al giudice civile la liquidazione del risarcimento. Alice Brignoli prima della sentenza ha precisato che oggi “sono persona diversa”, che “non volevo far soffrire i miei figli e voglio ripartire insieme a loro, se me lo consentirete”. 

Il viaggio di Alice e di suo marito, di origine marocchina, con i tre figli di 2, 4 e 6 anni era iniziato nel settembre 2015, pochi mesi prima della proclamazione della nascita del Califfato. Una scelta pianificata quella di portare i loro bambini in Siria per fare in modo che diventassero futuri combattenti, come poi è successo al primogenito. Una scelta estrema della donna che condivide con entusiasmo i propositi del marito e indottrina i figli in tenera età. La sua scelta faceva andare così fiera Alice Brignoli, tanto da impostare come foto profilo di WhatsApp una immagine in cui i suoi tre figli erano vestiti da combattenti con il dito alzato. 

Alice Brignoli e i figli sono stati consegnati dai curdi fuori dal campo di Al-halw e fatti rientrare in Italia a fine settembre 2020. A quel punto, per la donna si sono aperte le porte del carcere, invece i suoi figli sono ancora in affidamento a una comunità per minori. 

 

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