mercoledì, 22 Settembre 2021

Ferrara, focolaio di aviaria nell’allevamento: truffa da 2 milioni di euro 6 rinviati a giudizio

Accertato l’impiego di 148 lavoratori in nero e 232 irregolari Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e truffa aggravata

Da non perdere

Con gli avvisi di garanzia notificati nei confronti di sei indagati ed il loro  conseguente rinvio a giudizio, si sono concluse le indagini coordinate dal Sostituto Procuratore
della Repubblica di Ferrara, Andrea Maggioni, e condotte dai finanzieri del
Comando Provinciale di Ferrara, relative ai lavori affidati dall’Azienda Sanitaria Locale
ad una Cooperativa forlivese in occasione dell’emergenza sanitaria avvenuta nel
Comune di Codigoro per un focolaio di influenza “aviaria” in un allevamento avicolo
nell’ottobre del 2017. Lo rende noto l’ufficio stampa delle Fiamme Gialle con un comunicato stampa arrivato in redazione.

Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di intermediazione illecita e
sfruttamento del lavoro, il così detto reato di “caporalato”, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e sub-appalti non autorizzati. Si tratta, in particolare, del presidente, vice-presidente e direttore di cantiere della cooperativa forlivese, nonché dei legali rappresentanti delle tre imprese, due venete e una romagnola, alle quali erano stati successivamente concessi in sub-appalto i lavori, senza la preventiva
autorizzazione dell’Agenzia Regionale Intercent-Emilia Romagna.

Le indagini eseguite dai militari della Tenenza di Codigoro, sono state avviate a seguito di un incidente stradale avvenuto nella notte tra il 25 e 26 novembre 2017 sull’autostrada A13, nei pressi del casello autostradale di Ferrara Nord, che aveva coinvolto un furgone finito nella scarpata a lato della carreggiata dopo un tamponamento. A bordo vi erano dodici persone, in maggioranza senegalesi e nigeriani, che insieme ad altri loro connazionali avevano lavorato presso lo stabilimento dell’allevamento avicolo di Codigoro.

Gli accertamenti, eseguiti dai militari della Guardia di Finanza in collaborazione con
l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul
Lavoro di Ferrara, hanno permesso di accertare che i nominativi di questi lavoratori non
risultavano presenti nei registri di cantiere tenuti nello stabilimento avicolo dall’impresa
appaltatrice.

Dalle indagini è emerso che i lavoratori extracomunitari venivano reclutati dalle
imprese sub-appaltatrici che, approfittando del loro stato di bisogno, non li retribuivano o
li sottopagavano, violando frequentemente la normativa sui turni di lavoro, sul periodo di
riposo giornaliero e settimanale. Complessivamente è stato accertato l’impiego di 148
lavoratori in nero e 232 irregolari, da parte delle tre cooperative, con un’evasione
previdenziale pari a 533.963 euro e un imponibile assicurativo non dichiarato di 894.164
euro.

L’attenzione dei finanzieri si è poi focalizzata sull’appalto da quasi 5 milioni di euro
affidato, sulla base di una convenzione, dall’Agenzia Regionale Intercent-Emilia
Romagna, alla cooperativa forlivese, la quale, a sua volta, ha indebitamente
concesso in sub-appalto tali lavori a tre distinte società cooperative, due con sede a
Verona e una di Cesena, per debellare un’emergenza senza precedenti a livello
regionale per l’entità dell’allevamento colpito.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che l’azienda
appaltatrice era ben consapevole che i lavoratori delle cooperative a cui aveva affidato i
lavori, non possedevano i necessari requisiti tecnico-professionali (formazione sulla
sicurezza sui luoghi di lavoro e uso di dispositivi di protezione individuali) per il regolare
e corretto svolgimento delle operazioni di abbattimento, disinfezione e bonifica.

Per tentare di lucrare sull’appalto sono state fornite “false” spiegazioni all’Azienda Sanitaria
Locale riguardo l’identità del personale impiegato, presentando, per di più, un preventivo
di spesa artatamente “gonfiato” documentato da ore di lavoro mai prestate sul cantiere
e da personale non presente o con identità non confermate, riferibile alla quota parte
dei costi richiesti dalla cooperativa forlivese e relativi ai sub-appalti delle tre cooperative
per un ammontare complessivo di oltre 2 milioni di euro.

Ultime notizie