sabato, 25 Settembre 2021

Sardegna, il covid può attendere: vacanze già prenotate dal 60% degli italiani

Prenotazioni per case vacanza in Sardegna. Il 60% è italiano, giovani coppie e famiglie non rinunciano alle vacanze.

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Il turismo quest’estate, come la scorsa, non ne vuol sapere di rimanere in attesa di tempi migliori. Anzi, sembra che i tempi migliori siano temporanei e sporadici e per questo non ci rimane che cogliere quelli che ne hanno la parvenza. È questo il pensiero di molti italiani, influenzato da quella vocina logorroica che ricorda: “potrebbe esserci un’altra ondata e potremmo rimanere chiusi in casa” e allora la fuga sembra la scelta più adeguata un po’ per tutti.

Così, le prenotazioni delle case vacanze in Sardegna hanno già raggiunto il 20%, di cui il 60% risultano essere italiani: questo è quanto si apprende da Estay, la società di gestione degli affitti per turisti, nata a giugno 2018 da cinque ragazzi sardi.

Ma di che turisti parliamo, giovani, famiglie? Entrambi! 

Si rivolgono a Estay soprattutto famiglie e giovani coppie per soggiorni di una durata media di cinque giorni e con una spesa che oscilla tra 100 e 150 euro a notte.

“Nonostante la Sardegna fosse in zona rossa al momento dell’annuncio del premier Mario Draghi il 26 aprile scorso, tanta era la fiducia nelle riaperture ed infatti abbiamo riscontrato molte visite sul nostro profilo”, commenta Giovanni Molinari, co-fondatore di Estay. Si arriva addirittura a nuclei di 8-10 per villa o prenotazioni multiple in strutture, cioè, con più case nello stesso ambito.

Per quanto riguarda invece le tariffe, chiarisce: “Vengono maggiormente scelte tariffe flessibili e rimborsabili. Anche noi abbiamo predisposto un’assicurazione acquistabile direttamente dal sito, che garantisce il rimborso completo, anche con una disdetta fino al giorno prima della presunta data d’arrivo“.

Tra le località più gettonate ci sono Villasimius e Costa Rei ma pare che arrivino prenotazioni nella maggior parte delle zone turistiche. Il messaggio non è difficile da criptare, insomma, vanno bene le mascherine, l’amuchina, la distanza, il coprifuoco (un po’ meno): ormai sembriamo essere pronti a tutto, abbiamo rinunciato anche a lavorare per la pandemia ma a quanto pare le vacanze no, le vacanze non si toccano! 

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