mercoledì, 16 Giugno 2021

Sospensione brevetti, arriva il no dall’Unione Europea

Italia, Francia, Russia e Cina sono favorevoli, la Germania no

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Sulla proposta del presidente americano Biden di sospendere i brevetti dei vaccini per il Corona virus, la Commissione Europea si schiera in posizione contraria. I Leader sono dunque divisi: Macron e Draghi favorevoli, Merkel contraria.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Social Summit, il vertice dei 27 in corso in Portogallo, ha detto “Abbiamo bisogno di vaccini ora. La deroga sulla proprietà intellettuale non risolverà il problema. Quello che serve è una condivisione dei vaccini, l’export di dosi e investimenti per accrescere” la capacità produttiva., invitando a “essere aperti alla discussione”, ma a uscirne con “una visione a 360 gradi”.

Sulla stessa posizione anche la Germania, unico paese ad aver prodotto un vaccino. Cina e Russia, invece, hanno pubblicamente sostenuto il progetto di Biden.

Nella tarda serata di ieri sera, durante la cena dei Leader europei al vertice di Oporto, il premier Draghi ha espresso il suo parere favorevole all’idea del presidente americano Biden . “In Europa dobbiamo continuare ad accelerare le vaccinazioni con trasparenza e affidabilità , occorre aumentare la produzione in ogni parte d’Europa. In questo contesto, vedo con favore la proposta del presidente Biden”.

Queste le dichiarazioni di Draghi dopo un’attenta analisi di tutte le variabili, inclusi limiti e meglio i pericoli, che una deroga ai brevetti comporterebbe, in termini di sicurezza e complessità della produzione. Inoltre, chiede che si sblocchi la partita dell’export, perché “l’Europa su questo fronte non sia lasciata sola”.

Un messaggio forte rivolto alle alle Big Pharma, (appellativo utilizzato per indicare alcune case farmaceutiche, soprattutto quelle più grandi, in determinati contesti) ricordando milioni di persone che non hanno la possibilità di vaccinarsi e che, per questo, rischiano di perdere la vita.

Secondo Draghi economista, “una deroga, se ben congegnata e a termine, non rappresenterebbe certo un disincentivo per chi produce”. E continua, “siamo di fronte a un evento unico: milioni di persone che non sono in condizione di acquistare i vaccini stanno morendo” chiedendo di non ignorare quel grido di dolore che “risuona”. Sappiamo che le risorse finanziarie non sono e non saranno mai sufficienti, ma l’Europa è l’Europa e non può voltarsi dall’altra parte”.

Le case farmaceutiche hanno ricevuto finanziamenti enormi dai governi, ricorda poi il presidente del Consiglio nella sua ‘prima’ in presenza in un’assise europea, e a questo punto ci sarebbe quasi da aspettarsi che ne restituissero almeno una parte a chi ha bisogno.

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