martedì, 11 Maggio 2021

Ddl Zan, Ostellari pronto ad incontrare il deputato Dem. Su Fedez: “Lo candideranno alle elezioni”

Il senatore del Carroccio, in diretta radiofonica, si dice aperto al dialogo con Alessandro Zan. Sul caso Fedez minimizza.

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Dopo l’appuntamento con Cruciani, il senatore Andrea Ostellari torna a parlare del ddl Zan a Il Morning Show, in onda su Radio Cafè. Dopo l’amo lanciato da Fedez nei giorni scorsi su Instagram e sul palco del Primo maggio, il presidente della Commissione Giustizia a Palazzo Madama dice del rapper milanese che non si stupirebbe di vederlo candidato alle prossime elezioni, e aggiunge: “Non sono in grado di dirlo se dopo il Movimento 5 Stelle arrivasse il Movimento 5 Ferragni, io questo non lo escludo e gli auguro buona fortuna“.

Parlando poi dell’onorevole Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge, dice di volergli tendere una mano e che gli “piacerebbe che il dibattito fosse aperto, per fare una legge utile per tutti, non solo per una parte“, proponendo alla trasmissione una diretta radiofonica.

Non si è fatta attendere da The Breakfast Club, su Radio Capital, la replica del deputato del Partito Democratico, il quale ha invitato il senatore del Carroccio ad incontrare i suoi colleghi per tastare il sentimento prevalente all’interno della Commissione Giustizia che vuole approvare il testo di legge contro omobitransfobia, misoginia e abilismo. “Il leghista Ostellari da tempo sta osteggiando il disegno di legge sui crimini d’odio, ma lui, come presidente della Commissione Giustizia, dovrebbe essere super partes“, spiega Zan. “Ha fatto tutto il contrario, continuando a tenere la legge in un cassetto, dichiarando che non era una priorità, decidendo lui arbitrariamente cosa è giusto e cos’è sbagliato. Dovrebbe tenere conto della sensibilità prevalentemente della commissione che vuole discutere questa legge“.

In merito al monologo di Pio e Amedeo su Canale 5, in onda lo scorso venerdì, il deputato si dice contrario ad una censura della satira, “ma queste battutine ricordano la commedia degli anni ’70, dove si usavano termini che rivelavano omofobia e anche misoginia. Battutine che ammiccano a stereotipi intrisi di cultura della discriminazione verso particolari gruppi sociali“.

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