sabato, 15 Maggio 2021

Dongo, commemorazione di destra divide la piazza: “rigurgito antifascista” contro saluto romano

Anche quest'anno l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani ha chiesto di negare l'autorizzazione alla manifestazione, che ha ricevuto il via libera.

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“Bella ciao” da una parte, saluti romani dall’altra. Piazza Paracchini, a Dongo, è stata anche quest’anno teatro della commemorazione dei gerarchi fascisti fucilati il 28 aprile 1945. Alle 8:30 un folto numero di militanti di estrema destra si è radunato nello spazio antistante la piazza per partecipare alla manifestazione organizzata dall’associazione Mario Nicolini di Como e autorizzata da Questura e Prefettura.

Nostalgici del ventennio di tutte le età, in camicia nera e fez, hanno scandito i nomi dei morti della Repubblica Sociale Italiana prima di trasferirsi a Giulino di Mezzegra, la frazione dove Benito Mussolini e Claretta Petacci furono giustiziati.

Per l’ennesima volta le richieste dell’ANPI Associazione Nazionale Partigiani Italiani sono rimaste inascoltate; le sezioni provinciali di Como, Dongo e del Lario occidentale, giorni fa hanno chiesto alle istituzioni pubbliche di negare l’autorizzazione alla commemorazione. Per questo motivo, stamane la piazza del comune dell’Alto Lario era gremita di oppositori, studenti, sindacati, politici di sinistra e dalla stessa Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

Da anni i neofascisti si recano a Dongo e Giulino di Mezzegra per commemorare i luoghi simbolo della caduta del fascismo. Dal 1984, nei pressi di villa Belmonte, viene anche officiata una messa; quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, la funzione religiosa è stata sostituita dalla benedizione del sagrato della Parrocchia Sant’Abbondio.

 

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