domenica, 16 Maggio 2021

USA, Biden al Congresso per i suoi 100 giorni di presidenza: “Il futuro dell’America è nelle nostre mani”

"Abbiamo visto il ginocchio dell'ingiustizia sul collo dell'America afroamericana. Ora bisogna voltare pagina, è il Paese che lo vuole"

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Joe Biden ha celebrato i suoi primi cento giorni di presidenza con il discorso al Congresso in seduta plenaria. Presenti, alle sue spalle, la vicepresidente della camera Kamala Harris e la speaker della Camera Nancy Pelosi.

Il Presidente ha elencato i risultati dei suoi primi mesi in carica, e ha poi esposto l’agenda della sua presidenza. “Il futuro dell’America è nelle nostre mani” è questo l’appello che ha lanciato a democratici e repubblicani, chiedendo loro di appoggiare il suo piano da oltre 4 mila miliardi di dollari per il rilancio del Paese. Difatti, si tratta del più grande dalla Seconda guerra mondiale. Un piano che prevede interventi su più fronti.

L’American Job’s Plan è il piano da 2,3 miliardi di dollari per le infrastrutture che creerà migliaia di posti di lavoro per operai, il lancio dell’industria verde e il made in USA.

L’American Family Plan da 1,8 miliardi è destinato ad investimenti e detrazioni fiscali per le famiglie.

Allo scopo di finanziare le sue riforme, Biden chiede un aumento delle tasse dell’1% per i più ricchi e le grandi aziende. “Non imporrò alcun aumento sulle persone che guadagnano meno di 400 mila dollari. E’ invece ora che le grandi aziende e i più ricchi paghino la loro giusta quota”, ha affermato.

Importante passo avanti per una riforma delle forze dell’ordine e una limitazione delle armi da fuoco, riforma che prenderà proprio il nome di Floyd, l’afroamericano ucciso da un agente a Minneapolis, e chiede che sia varata il prossimo mese, in occasione della ricorrenza dell’omicidio. “Abbiamo visto il ginocchio dell’ingiustizia sul collo dell’America afroamericana. Ora bisogna voltare pagina, è il Paese che lo vuole”.

Biden ha definito la Cina come concorrente sleale che approfitta dei meccanismi della democrazia americana e lancia un messaggio anche alla Russia: “Non vogliamo conflitti o escalation”, ha assicurato, sottolineando però come “la democrazia è l’essenza dell’America e gli autocrati non vinceranno”.

Un discorso agli antipodi dell’ultimo pronunciato da Donald Trump nel gennaio dello scorso anno, del quale rimane in memoria solo un gesto. Quello di Nancy Pelosi. La speaker, arrabbiata per essersi vista rifiutare una stretta di mano del tycoon, strappò il testo del discorso del presidente davanti alle telecamere. Un gesto senza precedenti.

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