lunedì, 27 Settembre 2021

“Sparare a caso a chi ha la pelle nera è razzismo”: la paura dell’altro non si cancella in Cassazione

La Cassazione ha condannato Luca Traini a 12 anni. Pochi giorni fa il discusso arresto di ragazzo di colore a Padova, col video degli agenti che lo bloccano a terra diventato virale. Riflessioni di una ragazza bianca: "A me non sarebbe successo".

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Il video amatoriale girato il 25 aprile a Padova è diventato subito virale, e ha scatenato una bufera mediatica. Parliamo dell’arresto di un ragazzo di colore eseguito da due agenti della Polizia Locale. L’impatto è devastante.

Diego Bonavina, assessore comunale alla sicurezza, ha definito l’episodio “spiacevole”; ha poi spiegato alla stampa che il quel pomeriggio, anniversario della Liberazione, un ragazzo di colore stava andando in bicicletta in una strada da poco diventata pedonale. Non indossava la mascherina, gli è stato detto di metterla e lui ha risposto di no; quando gli sono stati chiesti i documenti ha cercato di fuggire, ma è stato bloccato.

A quel punto qualcuno, attirato dalla colluttazione in corso, ha iniziato a riprendere con il cellulare. Nel video si vede che il ragazzo è finito a terra e cerca di reagire. Uno degli agenti gli mette le mani al collo. Viene ammanettato, mentre ripete disperato: “Io non ho fatto niente, non ho fatto niente” in risposta a un “Ti spacco la testa” urlato da uno degli agenti. Dalla ripresa si sente l’improvvisato videomaker urlare: “Volete ammazzarne un altro? Volete farlo respirare?” e ancora:” Lo state ammazzando, svegliatevi”.

Il pensiero va immediatamente ad un’altra scena, ben più famosa, quella dell’omicidio di George Floyd. Va alle dichiarazioni cadute nel vuoto contro il razzismo di Biden, a cui è seguita un’altra vittima pochi giorni dopo. Va a quello che è accaduto in California, reso noto dalla stessa Polizia martedì sera. Va alla urgente riforma della Polizia, come ha detto lo stesso Biden al Congresso. Alla decisione di oggi della Cassazione, che ha condannato Luca Traini a 12 anni di carcere con l’aggravante dell’odio razziale. E a tutta quella mole di finto buonismo sui social dopo la vicenda. Sulla vicenda di Padova, per il momento, è stata aperta una indagine interna.

Viene da pensare: in una situazione simile, anche a me, ragazza bianca, sarebbe successo questo? Se avessi imboccato una strada contromano in sella alla mia bicicletta, se anche non avessi frenato immediatamente e per giunta non avessi avuto la mascherina o i documenti in borsa, sarei finita sbattuta per terra, ammanettata, con le mani di qualcuno sul collo e un capannello di gente intorno senza capire il perché? La risposta credo sia no.

Mi sarebbe probabilmente bastato un battito di ciglia e delle scuse accompagnate da un gran sorriso per evitare una multa. E magari, il solito piacione di turno, mi avrebbe liquidata con una battuta e una pacca sulla spalla. Per questo motivo, una scena del genere non può e non deve passare sotto silenzio. Non per fare la solita facile retorica, ma perché dietro un singolo episodio, c’è qualcosa che davvero stride con l’epoca “civile” in cui viviamo: il metodo.

Il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, ha dichiarato: “Lasciano sbigottiti le immagini che mostrano un ragazzo straniero fermato dalla polizia locale mentre circolava in bicicletta senza mascherina di protezione e, come dichiarato, procedendo contromano. Il mancato rispetto dell’alt non può giustificare la violenza esercitata da tre agenti della polizia locale che hanno bloccato a terra l’uomo rischiando di soffocarlo.” E conclude:” Sarebbe ora di dichiarare illegali, una volta per tutte, le manovre che comportano la compressione delle vie aeree”.

Fa ancora più rabbrividire il fatto che sia accaduto il 25 aprile, in Italia, in una giornata in cui tutto il Paese avrebbe dovuto festeggiare la Liberazione da uno stato di oppressione. Una oppressione, nel 2021, solo mentale, figlia del pregiudizio ancorato alla paura del diverso. Perché diciamoci la verità, avere la pelle nera è una colpa che ancora non si perdona. Essere una ragazza bianca e sorridente, probabilmente sì.

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