martedì, 28 Settembre 2021

Ombre Rosse, chi sono gli ex brigatisti arrestati ieri a Parigi

Oggi, i sette ex brigatisti, sono chiamati a fare i conti con il proprio passato

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Giovanni Alimonti, Enzo Calviti, Roberta Cappelli, Narciso Manenti, Giogio Pietrostefani, Marina Petrella e Sergio Tornaghi sono questi i nomi dei sette brigatisti arrestati ieri a Parigi. Altri tre ex militanti sono in fuga.

Sono ex componenti delle Brigate Rosse. Militanti di Lotta Continua e di organizzazioni eversive che hanno lasciato una lunga scia di sangue negli Anni di Piombo, tra gli anni ’60 e ’70- 63 anni. Vivevano, fino a ieri, da rifugiati, non da latinanti come invece erano per la giustizia italiana.

Il blitz è avvenuto dopo mesi di collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale della Criminalpol, con l’Antiterrorismo della Polizia italiana. E grazie anche ai contatti tra i due Ministri della Giustizia.

“Noi ci troviamo davanti a terroristi, persone che hanno ucciso. Per questo motivo riteniamo che sia naturale che debbano scontare la pena nelle patrie galere”. Lo afferma Eugenio Spina, responsabile del servizio antiterrorismo interno della Direzione centrale della Polizia di prevenzione

L’accelerazione dell’arresto sarebbe scattata per il rischio di prescrizione che il 10 maggio sarebbe scattata per Maurizio Di Marzio. Purtroppo è uno dei tre sfuggiti all’arresto con Raffaele Ventura e Luigi Bergamin.

Oggi, i sette ex brigatisti, sono chiamati a fare i conti con il proprio passato.

Ergastolo per Roberta Cappelli, 66 anni, che a Parigi svolgeva la professione di Architetto. Un tempo, invece, membro di spicco delle Brigate Rosse a Roma. Su di lei, pesa la condanna per l’omicidio di due poliziotti e un generale dei Carabinieri, oltre che per altri reati.

Lo stesso agguato portò in carcere anche la brigatista Marina Petrella, oggi sessantasettenne, coinvolta nel sequestro di Aldo Moro, dell’assessore regionale Ciro Cirillo e nell’attentato al vice questore di Roma Nicola Simone.

Attentato nel quale fu coinvolto anche Giovanni Alimonti, 65 anni, all’epoca centralinista a Montecitorio, difatti, la talpa delle BR alla Camera.

Preso anche Enzo Calviti, 66 anni colpevole dell’omicidio di un agente penitenziario e di un poliziotto. Viveva a due passi dagli Champs Elysées, dove si era costruito la sua nuova vita. La vicina di casa, incredula, lo descrive come una persona “molto discreta e gentile”. Difficile da credere che sia lui uno dei sette terroristi arrestati dalla Polizia francese

Sergio Tornaghi, 63 anni, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Renato Briano, direttore del personale della Ercole Marelli di Sesto San Giovanni. Venne ucciso in metropolitana, mentre si recava al lavoro.

Ergastolo anche per Narciso Manenti, 63 anni, membro dei Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale, colpevole della morte di un carabiniere.

Giorgio Pietrostefani, uno dei fondatori di Lotta Continua, 78 anni, il più anziano del gruppo. condannato per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, ucciso a Milano nel 1972.

La dottrina Mitterrand

Servitori dello Stato, uomini in divisa morti per mano di terroristi che vivevano, invece, liberamente  in Francia, grazie alla dottrina Mitterand. Una prassi avviata in Francia negli anni Ottanta, d’intesa con il Governo Italiano, che garantiva protezione a militanti ed estremisti italiani.

La logica era quella di non perseguire e non estradare chi si fosse rifugiato in Francia ma non si fosse macchiato di reati di sangue, anche se nella prassi, come lo dimostrano gli arresti di ieri, molti terroristi sono stati coperti anche dal reato di omicidio.

Dalla dottrina Mitterrand siamo oggi passati alla dottrina Macron. Il Presidente francese ha comunicato che da ora, si ritorna allo “spirito originario di quella dottrina” e quindi ha concesso la ricerca, l’arresto e l’estradizione dei terroristi italiani.

Questo cambiamento fondamentale è legato al fatto che la Francia, negli ultimi anni spesso colpita dal terrorismo, ha capito cosa significhi essere vittima di questo tipo di attacco “la solidarietà europea si esprime oltre che in economia anche sul livello della giustizia”.

I familiari delle vittime tirano un sospiro di sollievo per la decisione della Francia. Grande soddisfazione per l’operato da parte del Governo Italiano.

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