sabato, 18 Settembre 2021

Omicidio Ayling, la Corte d’Assise rivede la condanna di Michael Herba: non sapeva del sequestro a scopo di estorsione

Lo scorso marzo, la Corte d'Assise d'Appello di Milano ha riqualificato il reato di Michael Herba da "sequestro di persona a scopo di estorsione" a "sequestro di persona": da 16 anni e 8 mesi a 5 anni e 8 mesi di carcere.

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Lo scorso marzo, la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha riqualificato il reato di Michael Herba da “sequestro di persona a scopo di estorsione” a “sequestro di persona”.

Il caso riguarda la modella inglese Chloe Ayling che fu rapita tra l’11 e il 17 luglio 2017 a Milano. Il fratello dell’accusato, Lucasz Pawel Herba era già stato condannato in via definitiva a 12 anni e mezzo; mentre a Michael Herba è stata ridotta la condanna in secondo grado passando da 16 anni e 8 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione.

Secondo la Corte d’Assise d’Appello di Milano, che ha riqualificato il reato, l’uomo “non era a conoscenza, fin dall’inizio del sequestro della possibile ‘vendita all’asta’ della giovane”. In più, il “tenore delle mail, dei messaggi e lo stesso comportamento di Michael non forniscono alcuna certezza della sua consapevole partecipazione ad un sequestro con finalità estorsive”.

I giudici comunque sottolineano che la partecipazione dell’uomo “non è stata affatto minima” e che quindi non è possibile concedergli altre attenuanti rispetto alle generiche già concesse in primo grado. Anzi “Va ribadito – scrivono – come l’imputato abbia concorso nell’immobilizzare la ragazza, nel narcotizzarla (…), nello spogliarla, metterla in un sacco e poi nel bagagliaio di una macchina, all’interno del quale aveva viaggiato per molte ore, nel portarla in una baita sperduta da dove non poteva scappare, nel consentire al fratello, soggetto imprevedibile e pericoloso, di continuare a tenerla segregata per altri cinque giorni seppure suggerendogli di trattarla bene”.

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