martedì, 11 Maggio 2021

Abruzzo, artigianato: tra le peggiori regioni d’Italia. Troppe chiusure

L'Abruzzo si registra tra le regioni d'Italia con il peggior rendimento nell'artigianato.

Da non perdere

L’Abruzzo si registra tra le regioni d’Italia con il peggior rendimento nel settore dell’artigianato.

lo si evince, osservando i dati del rapporto redatto sui primi tre mesi del 2021 da Aldo Ronci per conto della Cna Abruzzo. Una ricerca che dà l’idea di quel che si muove nel mondo della micro impresa regionale all’indomani dell’anno orribile segnato dalla pandemia da Covid-19, il 2020.

Nel primo trimestre 2021 le iscrizioni di imprese artigiane sono state 449, con 716 cessazioni, con un decremento di 267 unità. Cifre che fanno intendere molto altro:  se è vero che l’incremento delle cessazioni nell’Abruzzo si attesta al 24% (contro una media nazionale del 18%), le iscrizioni flettono di un pesante 15%, contro un incremento medio nazionale del 6%.

Ed è dunque da questa combinazione negativa che nasce l’ultimo posto abruzzese tra le regioni d’Italia. Tra le province, i numeri sono negativi, in tutte e quattro, con Chieti e L’Aquila rispettivamente a -83 e -72 unità, Pescara e Teramo attestate su dati un po’ meno negativi: -49 e 63 unità. Cifre, queste, che pongono i territori del Chietino e dell’Aquilano a quart’ultimo e quint’ultimo posto tra le province italiane.

Tra gli altri settori economici, infine, molto male le costruzioni (con -96, e picchi particolarmente significativi all’Aquila e Chieti), i servizi alla persona (con -65) e il manifatturiero (con un -49, concentrato tra alimentari, abbigliamento e articoli in pelle).

Ultim'ora