venerdì, 14 Maggio 2021

Oscar 2021, vince Chloé Zhao con Nomadland. Nessuna statuetta per l’Italia

Il film Nomadland, di Chloé Zhao porta a casa due oscar: miglior film e miglior regia. L'Italia, in corsa con la canzone di Laura Pausini e due candidature di Pinocchio, non vince nessuna statuetta, ma trionfa sul red carpet con il made in Italy

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Alle tre del pomeriggio ora di Los Angeles, in Italia a mezzanotte e quindici minuti, è iniziata la Notte degli Oscar 2021. È stata la prima, e speriamo sia l’ultima, premiazione degli Oscar in tempo di pandemia. L’anno scorso si era svolta nella notte tra il 9 e il 10 febbraio, anticipando di poche settimane l’arrivo del Coronavirus nei paesi occidentali.

L’evento cinematografico più atteso dell’anno è stato diverso rispetto alle decine di edizioni che lo hanno preceduto. Al tradizionale palco del Dolby Theather, nel cuore di Hollywood, si è aggiunta la grande e suggestiva hall della Union Station, la principale stazione ferroviaria di Los Angeles, e le location oltreoceano, soprattutto in Francia e nel Regno Unito, per gli artisti candidati che non hanno potuto recarsi in California.

Il celebre red carpet, il vero e proprio show della serata, è stato ridimensionato e adattato alle precauzioni del caso. Agli invitati è stato mandato via mail il dress code: «Puntiamo a una fusione di Inspirational e Aspirational, dove il formale è assolutamente cool se volete, ma il casual proprio no».

L’evento è iniziato con “Oscar into the spotlight” un’esperienza del tutto nuova, un evento pre – Oscar che ha fatto il suo debutto nella storia degli Academy Awards durante la quale, i due presentatori Ariana de Bose e Lil Rel Howery hanno intervistato i registi e gli attori candidati agli Oscar.

Quattro delle 5 canzoni concorrenti per il miglior brano sono state eseguite dalla Dolby Family Terrace dell’Academy Museum of Motion Pictures in Los Angeles. Il museo dedicato al cinema firmato da Renzo Piano che sarà inaugurato il 30 settembre.

Poprio lì, si è esibita la nostra Laura Pausini con Io sì (Seen), colonna sonora di La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren. Insieme a lei, anche Celeste e Daniel Pemberton, in Hear My Voice da Il processo ai sette di Chicago.

H.E.R. si è esibita con la sua Fight For You da Judas and the Black Messiah. E Leslie Odom Jr ha cantato Speak Now tratto da Quella notte a Miami. Molly Sandén e Will Ferrell, invece, si sono esibiti con la loro Husavik, tratto dalla commedia Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga, dall’Islanda.

Steven Soderbergh, ideatore e produttore della notte degli Oscar ha, dunque, mantenuto le sue promesse sulle sorprese.

Anche quest’anno la notte degli Oscar non ha avuto un presentatore. Durante la serata si sono esibiti diversi artisti e sono saliti sul palco grandi attrici e grandi attori. Sono state assegnate complessivamente ventitré statuette. Quest’anno sono una in meno, rispetto alle solite 24, in quanto le due categorie “miglior montaggio sonoro” (best sound editing) e “miglior missaggio sonoro” (best sound mixing) sono state raggruppate nell’unica categoria “miglior sonoro” (best sound).

I candidati in lotta per il miglior film, premio Oscar più importante erano sette: The Father, Judas and the Black Messiah, Mank, Minari, Nomadland, Una donna promettente, Sound of Metal, Il processo ai Chicago 7.

Miglior Film e Miglior regia a Nomadland

Tutti se lo aspettavano. All’Oscar, Nomadland è arrivato con uno straordinario percorso di successo, inauguratosi con il Leone d’Oro vinto lo scorso settembre al Festival di Venezia 2020 e numerose candidature e premi, tra i quali il Golden Globe come miglior film drammatico e quello per la migliore regia e quattro BAFTA, tra qui quello come miglior film.

Nomadland racconta gli Stati Uniti di oggi e loro situazione sociale ed economica; una storia d’indipendenza al femminile, un inno alla libertà. Con Frances McDormand vincitrice dell’Oscar miglior attrice protagonista, e una sceneggiatrice e regista donna e pure asiatica: Chloe Zhao.

L’ITALIA  AGLI OSCAR

Laura Pausini si è esibita dal dalla Dolby Family Terrace dell’Academy Museum of Motion Pictures in Los Angeles. Vestita di oro sfavillante e tutto intorno, un’orchestra in rosso e la speranza, poi svanita, di portare a casa una statuetta con il brano (Seen), colonna sonora di La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren.

“Voglio andare li e godermi questo momento e portare l’Italia con me”, sono state le sue dichiarazioni a SkyTG24. Una Laura Pausini emozionata che mai avrebbe immaginato di candidarsi agli oscar con una Nomination”

Come candidati italiani, anche i costumi di Massimo Cantini Parrini e il trucco e parrucco di Daria Colli e Francesco Pegoretti in Pinocchio di Matteo Garrone. Un po’ del nostro paese era anche nella colonna sonora di Ludovico Einaudi per il superfavorito film Nomadland.

I DIRITTI CIVILI E LA DENUNCIA DELLE VIOLENZE RAZZIALI SONO VERI VINCITORI DELLA SERATA

Dopo un anno di sale chiuse e streaming, il cinema prova a ripartire senza dimenticare le ferite ancora aperte dell’America di oggi. “Devo essere sincera” ha esordito Regina King alla cerimonia di consegna delle statuette ” se la settimana scorsa a Minneapolis le cose fossero andate diversamente” – con un chiaro riferimento alla vicenda Floyd – “Al posto dei tacchi avrei indossato gli stivali da marcia (..) lo so che molti da casa metteranno mani sul telecomando , pensando che io stia facendo la predica da Hollywood, ma sono la madre di un figlio nero e so con quanta paura si deve convivere e non c’è né fama né fortuna che possa cambiare questa sensazione”. Più di un titolo affronta la questione delle discriminazioni razziali, e molti, quasi tutti gli attori e autori saliti sul palco per la premiazione hanno dedicato una riflessione su quella che è la triste realtà del razzismo e delle violenze contro gli afroamericani negli Stati Uniti.

DI SEGUITO TUTTI I VINCITORI DEGLI OSCAR 2021

Miglior film: Nomadland
Miglior regia: Chloé Zhao (Nomadland)
Miglior attore: Anthony Hopkins (The Father – Nulla è come sembra)
Miglior attrice: Frances McDormand (Nomadland)
Miglior attore non protagonista: Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah)
Miglior attrice non protagonista: Yuh-Jung Youn (Minari)
Miglior film internazionale: Un altro giro (Thomas Vinterberg)
Miglior film d’animazione: Soul (Pete Docter e Dana Murray)
Miglior corto d’animazione: Se succede qualcosa vi voglio bene di Michael Govier e Will McCormack
Miglior sceneggiatura originale: Emerald Fennell (Una donna promettente)
Miglior sceneggiatura non originale: Christopher Hampton e Florian Zeller (The Father – Nulla è come sembra)
Miglior cortometraggio: Due Estranei (Travon Free e Martin Desmond Roe)
Miglior scenografia: Donald Graham Burt e Jan Pascale (Mank)
Migliori costumi: Ann Roth (Ma Rainey’s black bottom)
Miglior documentario: Il mio amico in fondo al mare di Pippa Ehrlich, James Reed and Craig Foster
Miglior cortometraggio documentario: Colette di Anthony Giacchino e Alice Doyard
Miglior sonoro: Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés
e Phillip Bladh per Sound of Metal
Miglior fotografia: Erik Messerschmidt (Mank)
Miglior montaggio: Mikkel E. G.

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