domenica, 17 Ottobre 2021

Covid, sedute di lauree in presenza: ministra Messa punta alla sessione estiva

Le Università cominciano ad aprire i battenti, partendo dalla laurea in sessione estiva. La ministra delle Università risponde ad alcune domande.

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“Prima sessione di laurea in presenza quest’estate? Penso proprio di sì, la prima per lo più lo sarà, a meno che non si abbiano difficoltà a raggiungere la sede”. Ospite di una trasmissione televisiva, risponde così la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, sul possibile ritorno delle sedute in presenza per le lauree della sessione estiva. Ciò però non esclude del tutto che quelle in modalità FAD continuino a far da sfondo agli schermi degli studenti e ciò per vari motivi, come ad esempio l’impossibilità di raggiungimento della sede universitaria.

Dobbiamo mantenere la doppia linea in presenza e non”, conferma infatti la ministra in una riflessione più generale che ingloba anche le lezioni, per cui la modalità in presenza dipenderà soprattutto dalle dimensioni delle aule. Maria Cristina Messa risponde alle domande più frequenti tra gli studenti.

La modalità mista in presenza e a distanza resterà anche dopo l’emergenza virus, ma non per costrizione bensì per aspetti positivi”. Certo, gli aspetti positivi sono innegabili, viste le agevolazioni constatate in questi mesi soprattutto dagli studenti fuorisede. C’è anche da dire che gli insegnanti si sono ben adattati a questa modalità, organizzando gli esami in maniera del tutto scrupolosa proprio per mantenere alto e per valorizzare quello che dovrebbe essere l’obiettivo di ogni studente, la conoscenza, l’approfondimento e tutto ciò che contribuisce a trasformare gli studenti in  professionisti di un particolare settore.

A tal fine, in un mondo volto sempre più alla collaborazione e alla coesione con gli altri Paesi, bisogna guardare all’Università del futuro e a come vorremmo che fosse. A questo proposito la ministra chiarisce che “Si potranno accogliere anche studenti da università straniere affiliate. Sarà un’università in presenza a cui si aggiunge la distanza”. Ci si chiede allora come questa prospettiva possa adattarsi alla realtà; come un collegamento virtuale con altri studenti possa cambiare il sistema; come risponderanno gli studenti italiani a questa novità; e soprattutto quale sarà il livello di versatilità che le Università italiane raggiungeranno.

Perché non bisogna far passare inosservato che l’attuale sistema dell’istruzionde è strettamente ancorato al passato e che, molto lentamente, volge uno sguardo a dinamiche di apprendimento più moderne e per questo, efficaci. La speranza quindi è che oltre ad una ripartenza ci sia una completa revisione del sistema educativo che porti a considerare la laurea non come un fine, ma come un mezzo.

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