venerdì, 14 Maggio 2021

Covid, dopo 14 mesi il wedding pretende risposte: protestano sposi e operatori in tutta Italia

Il settore è completamente in ginocchio, fermo dal lockdown dell'anno scorso. L'attesa è finita, adesso è pronto a protestare in tutta Italia, oggi 26 aprile, dopo 14 mesi di stop a singhiozzo.

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Continua la lunga agonia dei Promessi Sposi e di tutta la Wedding Industry. Il settore, completamente in ginocchio, è pronto a protestare in tutta Italia, oggi 26 aprile, dopo 14 mesi di stop assoluto. Una data scelta non a caso, visto che da oggi l’Italia si colorerà quasi interamente di giallo e saranno possibili le riaperture dei ristoranti e di altre attività similari, ma non delle sale ricevimenti.

Si protesta dalle ore 10:30 in dodici piazze d’Italia. Milano, Torino, Trieste, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Campobasso, Bari, Palermo e Cagliari saranno i palcoscenici di flash mob organizzati da Unanime, la confederazione che raccoglie al suo interno 15 associazioni del comparto, in collaborazione con Federmep, Assoeventi e FEU.
In aggiunta, una delegazione delle associazioni parteciperà alla manifestazione di Roma dalle ore 12, davanti alla sede della Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio.

Le class action contro il governo, colpevole di non aver indicato una data di ripresa per i matrimoni e gli eventi privati, hanno un unico scopo: risposte.

Tre le richieste, oltre a una ripartenza immediata dei matrimoni e degli eventi, l’ampliamento del fondo a sostegno delle imprese del settore istituito dal Decreto Sostegni e una accelerazione nella liquidazione dei ristori. Nell’ultimo DL infatti, vengono menzionate tutte le attività, anche quelle che dovranno rimanere chiuse; ma per l’intero settore del wedding silenzio assoluto, neanche un accenno.

Un mutismo incomprensibile, dato che non è stato neanche preso in considerazione il protocollo per la ripartenza, stilato da Assoeventi; il documento doveva servire come modello replicabile in tutta Italia ed era stato approvato dal ministro Speranza, per poi essere presentato al vaglio dei Consigli Regionali.

E in questo limbo, oltre a trovarsi le aziende operanti nel settore, si trovano anche migliaia di futuri sposi, che parteciperanno attivamente alle manifestazioni di oggi e che non sanno ancora se potranno coronare il loro sogno o se saranno costretti a rimandare, per l’ennesima volta, il giorno più bello.

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