lunedì, 27 Settembre 2021

Covid, le regioni in giallo tornano a scuola: l’Europa “studia” di più

Parte dell'Italia oggi è tornata in aula, ma le assenze si fanno pesanti rispetto agli altri Paesi europei

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Non è solo la Francia a riaprire le scuole oggi. Il ritorno in presenza è avvenuto nelle stesse ore anche in Italia, nelle zone gialle, con almeno il 70% di didattica in presenza (addio DAD?). Tuttavia dovremmo confrontare quanti giorni la nostra Nazione ha tenuto chiusi gli istituti scolastici, rispetto ad altri Paesi europei. E qui il raffronto non si chiude in parità.

Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione non Governativa Save the Children, infatti, l’Italia riceve la medaglia d’oro per assenze da scuola. Dall’11 marzo 2020 al 2 febbraio 2021 le aule sono rimaste chiuse per 123 giorni, rispetto ai 102 del Regno Unito, ai 92 della Germania, ai 75 della Spagna e ai 43 della Francia. Assenze giustificate? E qui ci vengono in aiuto altri numeri di oggi. Le morti per covid-19 sono: 119mila in Italia, 103mila in Francia, 127mila nel Regno Unito, 81.624 in Germania e 77.591 in Spagna. In rapporto alla popolazione non è un bel vedere. E viene da chiedersi se abbia giovato tenere tanto a lungo chiuse le scuole.

Sempre secondo Save the Children, da settembre 2020 a fine febbraio 2021, i bambini delle scuole dell’infanzia a Bari, per esempio, sono stati in classe 48 giorni su 107, i loro coetanei di Milano tutti i 112 giorni. Gli studenti delle medie di Napoli sono andati a scuola 42 giorni su 97, mentre quelli di Roma sono stati in presenza per tutti i 108 giorni previsti. Ed ecco, quindi, servite anche le disuguaglianze tra Mezzogiorno e Settentrione.

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