venerdì, 14 Maggio 2021

Covid e studenti, si ritorna in presenza: gli effetti della dad sui ragazzi figli di uno Stato minore

La dad ha rubato l'infanzia e l'adolescenza a milioni di studenti. Da maggio si dovrebbe finalmente tornare a scuola in presenza.

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Un film del 1986 s’intitolava “Figli di un dio minore” e raccontava una storia di handicap che si trasformava in amore. Oggi, uno degli effetti più devastanti dell’emergenza pandemica, è stato quello di aver inflitto un handicap a tutto il mondo della scuola, cellula del vero progresso.

Milioni di studenti, ai quali è stata rubata l’infanzia e l’adolescenza, hanno dovuto subire la chiusura di scuole, centri sportivi, rapporti amicali, con la conseguenza di gravi disturbi mentali, soprattutto durante la seconda ondata, quando molti di loro si sono trovati soli, mentre i genitori erano tornati al lavoro.

Il cellulare, come nell’effetto decoupage, è diventato ormai un’appendice delle loro mani: una sorta di arto additivo in cui ritrovare se stessi in una comfort zone che non richiede né sforzo né impegno, ma una gratificazione immediata del “qui” ed “ora” per loro, rinchiusi nella propria stanza, che è una bolla sospesa nel tempo e nello spazio.

E poi, finalmente, qualcuno ha cominciato ad accorgersi di loro. Psicologi, psichiatri e pediatri hanno lanciato l’allarme sui ragazzi, segregati ormai da un anno, che avevano perso la voglia di vivere. Sono scesi nelle piazze italiane insegnanti e genitori per chiedere la riapertura delle scuole in presenza. Sono stati vinti ricorsi al TAR per l’impugnazione dei DPCM che decretavano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Sono state urlate le evidenze scientifiche che dimostravano che le scuole non sono automaticamente focolai di contagio.

Così, inaspettatamente, il Governo, come nel film, ha trasformato l’handicap imposto in un atto d’amore tardivo verso i suoi piccoli cittadini. Dal 12 aprile è stata ripristinata la scuola in presenza anche alle superiori, con il limite dal 50% al 75%, almeno nelle zone arancioni. E con l’obiettivo, che il Governo ha fissato per maggio, di rientro a scuola per tutti. Come in una storia d’amore a lieto fine, per concludere degnamente l’anno scolastico. Ma ha un sapore amaro questo amore rivolto ai “Figli di uno Stato minore” che non ha saputo sostenerli, non ha garantito loro l’essenza di una vita vera, abdicando al proprio compito di tutelarli, di promuoverli, di aiutarli, di creare cittadini.

Uomini e donne che siano in grado di affrontare il futuro, vivendo un presente in sicurezza.

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