mercoledì, 12 Maggio 2021

Grillo, video su facebook a difesa del figlio: valanga di proteste

Grillo continua a difendere il figlio Ciro accusato di aver violentato una ragazza. Pd e Lega insorgono, è bufera mediatica.

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Il video diffuso su Facebook dal fondatore del Movimento 5Stelle, ha generato una vera bufera mediatica. Beppe Grillo sveste i panni del comico esperto in freddure, per diventare un padre che difende suo figlio platealmente, contro tutti e tutto. Poco importa se sulla testa del figlio Ciro, classe 2001, penda una accusa gravissima: è accusato, insieme ad altri tre ragazzi, di aver violentato una studentessa.

Sono passati quasi due anni da quella notte brava del luglio 2019 quando, dopo una serata passata al Billionaire in Costa Smeralda, i quattro giovani, questa l’accusa, avrebbero abusato di una 19enne milanese, di origine scandinava, in vacanza in Sardegna con un’amica. Grillo senior urla nel video che i ragazzi non sono stati arrestati subito perché, a suo dire, gli inquirenti si sono accorti che lo stupro non c’è stato. E poi continua: “Una persona che viene stuprata la mattina, il pomeriggio fa kitesurf e denuncia l’accaduto dopo 8 giorni, è strano. E poi c’è un video in cui si vede un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si divertono e ridono in mutande”, perché “sono quattro coglioni, non quattro stupratori”.

Le indagini si sono concluse a novembre 2020 e la Procura di Tempio Pausania, competente per il territorio della Gallura, sta per chiudere definitivamente l’inchiesta. A breve trasferirà gli atti al Gup del Tribunale e e si saprà se ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.

I parenti della vittima, che rappresentati dall’avvocato Giulia Bongiorno, si dicono: “distrutti. Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante – affermano -. Cercare di trascinare la vittima sul banco degli imputati, cercare di sminuire e ridicolizzare il dolore sono strategie misere”.

Non sono tardate ad arrivare le parole di vicinanza dei colleghi politici di Grillo. Su Facebook, il capo politico del M5s Vito Crimi, scrive: “Sono e siamo umanamente vicini a Beppe Grillo, un uomo e un padre che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che accerterà la verità. Quando si ha a che fare con la vita delle persone, con vicende di una tale delicatezza, è più che mai opportuno che i fatti vengano trattati dai media evitando conclusioni affrettate e la ricerca di sensazionalismi”.

Piovono però, anche duri attacchi. La Lega su Twitter chiosa: “Da Grillo garantismo a giorni alterni. Il sabato Salvini è colpevole, il lunedì suo figlio è innocente”. “Tutti, ma proprio tutti sono garantisti con parenti e amici e forcaioli con gli avversari. Per la Lega se di mezzo c’è il processo a Salvini, vale la presunzione di innocenza. Di Grillo abbiamo ascoltato oggi l’appassionato intervento, dopo anni a difendere il giustizialismo più sfrenato. Siamo rimasti in pochi ad essere garantisti senza se e senza ma”. Lo dichiara in una nota Enrico Costa, deputato e responsabile Giustizia di Azione.

Sempre su Twitter, Maria Elena Boschi attacca duramente: “Le parole di Grillo sono piene di maschilismo, quando dice che la ragazza è sostanzialmente una bugiarda perché c’ha messo 8 giorni a denunciare, fa un torto a tutte le donne vittime di violenza perché forse Grillo non sa il dolore che passa nelle donne che a volte ci mettono anche settimane per superare dolore angoscia”. E, incalza, “quando Grillo ci spiega che suo figlio è innocente perché non è in carcere né ai domiciliari dice un falso dal punto di vista giudico che non sta né in cielo né in terra”. “E anche – aggiunge l’ex ministro – quando dice che i 4 ragazzi sono dei coglioni, dice lui, deresponsabilizza degli adulti maggiorenni e lo fa solo perché lui è famoso”.

Boschi aggiunge: “Mi piacerebbe che qualcuno, magari donna, nel M5s prendesse le distanze da Grillo e non perché io debba condannare il figlio di Grillo, non sta a me farlo e io sono garantista. Ma di che si lamenta Grillo? Vi ricordate cosa ha fatto a me, a mio padre, alla mia famiglia, mio padre è stato accusato di ben altri reati, non di stupro, poi archiviati. Ma quanto odio e volgarità spesso inspirati da Grillo e M5s, noi abbiamo aspettato i giudici a differenza sua”. “Oggi – conclude Boschi – Grillo ci spiega che ci sono due pesi e due misure, le regole che valgono per la sua famiglia e quelle che valgono per gli altri. Caro Grillo ti devi semplicemente vergognare”.

Ancora, Andrea Romano, deputato del Pd twitta: “Ma se vieni stuprata, poi vai a fare kitesurf?”. Basterebbe questa frase di Grillo – pura colpevolizzazione della vittima – a bandirlo per sempre da qualsiasi tavolo politico”

Pare quindi che nella mente di molti questo scandalo mediatico debba allontanare definitivamente la figura di Grillo dal M5s e possa quindi spianare la strada alla consacrazione di Giuseppe Conte come capo pentastellato; infatti su Twitter interviene anche il vicesegretario dei dem, Peppe Provenzano: “Le parole di Grillo sono inaccettabili, tutta la solidarietà alla ragazza denigrata. Il M5S acceleri la sua transizione e con la guida di Conte abbracci sempre e comunque garanzie e principi dello Stato di diritto, quel video è semplicemente inconcepibile e da condannare”.

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