domenica, 9 Maggio 2021

Covid, albergatori abruzzesi contro il Decreto Montagna: “Misure insufficienti per il turismo”

Sostegni insufficienti per sostenere le perdite subite dagli hotel e strutture ricettive, albergatori abruzzesi contro la Giunta regionale.

Da non perdere

Si fa sentire la rabbia degli albergatori e delle strutture ricettive delle zone montane abruzzesi di fronte al Decreto Sostegni e al Decreto Montagna, varati dal Governo.

Rappresentati dall’associazione “Altopiani maggiori d’Abruzzo”, gli albergatori dell’area che si snoda intorno al comprensorio sciistico che unisce Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, Castel di Sangro, Rocca Pia (L’Aquila) e Gamberale (Chieti), lamentano misure insufficienti a supportare le perdite del 2020, stimate intorno al -25%, a fronte di un gettito di 42 milioni di fatturato annuo, 11mila posti letto, 480mila presenze. Ma soprattutto insufficienti per i 1.400 dipendenti, con tutti i rischi sociali e di coesione territoriale che la disoccupazione comporta.

Il “Decreto Montagna”, secondo la presidente dell’Associazione Altopiani Maggiori d’Abruzzo, Gloria Di Tola, rappresenta un adeguato sostegno soltanto agli impianti a fune e ai maestri di sci, ma non alle altre partite Iva. “E del resto”, aggiunge Di Tola, “le dichiarazioni rilasciate dall’assessore D’Amario al termine della Conferenza Stato-Regioni confermano che tra correzioni, modifiche e integrazioni, di tutto si è parlato tranne che delle attività ricettive. Dunque queste misure devono essere riviste”.

I componenti hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e all’assessore regionale al Turismo, Daniele D’Amario, per discutere di come correggere i due provvedimenti.

Ultim'ora