sabato, 15 Maggio 2021

Catanzaro, furbetto del cartellino per 15 anni

Sette iscritti nel registro degli indagati. L'uomo è accusato anche di estorsione nei confronti dei colleghi.

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“Assenteista seriale”. La Procura di Catanzaro ha chiuso le indagini a carico di un dipendente dell’Azienda ospedaliera calabrese “Pugliese Ciacco” che, da oltre 15 anni avrebbe timbrato il cartellinomandalo n senza mai presentarsi materialmente a lavoro.

Oltre a Salvatore Scumace, 66enne, ci sono altri sette indagati tra dipendenti, funzionari e dirigenti dell’Ospedale, accusati di abuso d’ufficio, falso ed estorsione aggravata: Nino Critelli, di 66 anni, Vittorio Prejanò, 64 anni, Maria Pia De Vito, 68enne, Domenico Canino di 62 anni, Laura Fondacaro, 52 enne e Antonio Molè di 53 anni.

Il Nucleo di Polizia Finanziaria ha rilevato che l’uomo risulta in servizio dal 2005 nel Centro Operativo Emergenza Incendi dell’ospedale catanzarese, avendo percepito per tale lavoro una retribuzione complessiva di 538mila euro. Sembra che Scumace abbia fatto ricorso a condotte estorsive nei confronti di “una persona molto distinta”, intimorendolo con minacce sulla incolumità sua e dei suoi familiari, obbligandolo al silenzio.

Quando un altro dipendente è subentrato nel ruolo di responsabile del Centro Operativo Emergenza Incendi, Scumace avrebbe riproposto gli stessi atteggiamenti estorsivi nei sui confronti. Stando alle indagini, anche i due dirigenti pro tempore dell’Ufficio Risorse Umane, Prejanò e De Vito, avrebbero omesso di adempiere ai controlli, lasciando il furbetto del cartellino continuare nel suo “non-lavoro”.

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