domenica, 19 Settembre 2021

Atletica, Schwazer fermo fino al 2024? Futuro incerto per il marciatore

Giorni tristi per il marciatore altoatesino Schwazer che vede il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, sfumare completamente.

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Verso i Giochi di Tokyo: il marciatore altoatesino ancora in balìa dell’antidoping

Sono giorni tristi per il marciatore altoatesino Schwazer che vede il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, sfumare completamente. Sebbene la WADA – l’Agenzia Mondiale Antidoping – abbia confermato che le provette dell’atleta non sono state alterate, tutto depone a suo sfavore. Schwazer è stato prosciolto sul piano penale ma non a livello sportivo.

A sostenerlo sono intervenute tutte le forze politiche, che in questi giorni, hanno sottoscritto una risoluzione in Commissione Cultura, Istruzione, Sport alla Camera, invitando il governo e il Coni ad intervenire presso gli organi sportivi internazionali competenti in favore di Alex Schwazer.

Si tratta di un chiaro segnale che il Parlamento ha dato al CIO, il Comitato Internazionale Olimpico, affinché possa rivalutare la squalifica imposta all’atleta fino al 2024. Nonostante questo gesto, non c’è un lieto fine per Alex Schwazer, che per adesso, non parteciperà a Tokyo 2020. La WADA, infatti replica al giudice di Bolzano Walter Pelino che l’atleta è ineleggibile per gareggiare fino al 7 luglio 2024. 

Un paradosso: Schwazer risulta innocente per la giustizia ordinaria ma rimane colpevole per quella sportiva. Certo, in passato Schwarzer ha avuto dei precedenti con l’antidoping. Ricordiamo, infatti, che già nel 2012 era stato squalificato per due anni per aver fatto uso di sostanze dopanti (Epo), rimanendo fermo per nove mesi, pur dichiarandosi in ogni caso innocente. In quel caso fu sostenuto dal suo allenatore, Sandro Donati, emblema della lotta al doping. Nel 2016, poi, l’atleta era risultato positivo allo steroide testosterone, considerato una sostanza dopante.

Schwazer, sebbene ferito per la situazione attuale, non è completamente rassegnato. Il suo avvocato Gerhard Brandstaetter invierà un nuovo ricorso al Tribunale federale svizzero, per ottenere la sospensione della squalifica. A 36 anni l’atleta si chiede se potrà mai recuperare gli anni di carriera che ha perso ma il suo spirito combattivo non lo abbandona mai e tra gli obiettivi principali, resta ora gareggiare alle prossime Olimpiadi. E riabilitare il proprio nome, convincendo l’Agenzia Mondiale Antidoping di non essere un recidivo.

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