martedì, 28 Settembre 2021

Crisi demografica: boom di decessi e calo delle nascite

Effetti della pandemia anche sul piano demografico, la popolazione residente in Italia è diminuita dello 0,6%: rispetto all’anno precedente. È come se fosse sparita una città grande quanto Firenze.

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Gli effetti negativi della pandemia emergono anche sul piano demografico. Secondo il report dell’Istat, La dinamica demografica durante la pandemia covid-19 – anno 2020, la popolazione residente in Italia è diminuita dello 0,6%: 59.257.566 persone, 384 mila unità in meno rispetto all’anno precedente. È come se fosse sparita una città grande quanto Firenze.

Una contrazione progressiva iniziata nel 2015, che l’emergenza sanitaria – e tutto ciò che comporta – ha aspramente accelerato. Oltre ai decessi, infatti, tra le principali cause del fenomeno ci sarebbero le ripercussioni che le misure adottate per contenere la diffusione dei contagi hanno prodotto sulle vite dei residenti nella Penisola.

Nascite e decessi: il Covid secondo solo alla Spagnola

Sono solo 404mila le nascite del 2020 a fronte di 746 mila decessi. Dall’Unità d’Italia ad oggi, un divario così significativo è stato registrato solo nel 1918, anno di diffusione dell’Influenza Spagnola.

Gli iscritti all’anagrafe per nascita risultano il 3,8% in meno rispetto al 2019: meno 16 mila unità. Un deficit che non ha risparmiato nessuna regione ed inaspritosi durante la seconda ondata fra ottobre e dicembre. Secondo l’Istat, il senso di sfiducia generato nel corso della prima ondata potrebbe essere il motivo per il quale molti abbiano rinviato la scelta di avere un figlio.

Perché in Italia non si fanno più figli?

Sarebbe però riduttivo ricondurre questo fenomeno al solo timore generato dalla pandemia. La denatalità è anche la risposta direttamente proporzionale che le donne danno alla gracilità delle politiche di conciliazione tra vita privata e vita professionale, oltre che alle condizioni economiche, sociali e lavorative sfavorevoli cui spesso sono soggette. Il rapporto 2020 di Save the Children sulla maternità ha infatti evidenziato come in Italia solo il 57% delle madri tra i 25 e i 54 anni sia occupata, rispetto all’89,3% dei padri.

Record di decessi dal secondo Dopoguerra

Nel 2020 i decessi ammontano in totale a 746.146, il 17,6% in più rispetto al 2019; mai così tanti dal secondo Dopoguerra.

Nel corso della prima ondata i morti per Covid-19 registrati dalla Sorveglianza integrata sono stati 34.079. È la Lombardia ad aver pagato il prezzo più alto, mentre nel Centro e nel Sud Italia il triste record è stato battuto da Marche, Abruzzo e Puglia.

Solo la fase di transizione, durante i mesi estivi, ha visto rallentare l’epidemia che ha però ripreso la sua corsa a partire da ottobre: nella stagione autunnale il Coronavirus ha dato luogo ad un nuovo drammatico incremento dei decessi.

Ancora una volta il più martoriato è il Nord, ma i numeri si sono alzati anche nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno che erano state risparmiate dalla mattanza della prima fase dal lockdown nazionale.

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