martedì, 18 Maggio 2021

Non è andato tutto bene: gli arcobaleni sbiaditi della seconda Pasqua in balcone

Siamo cambiati tutti nell’ultimo anno, ognuno di noi ha perso qualcosa. Di uguale c’è la Pasqua 2021, non di rinascita come auspicavamo.

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Dopo un anno di Covid, ancora una festività in lockdown.

Sembra ieri la Pasqua del 2020, quando accomunati da un planetario sentimento di condivisione, barricati nelle nostre case, c’eravamo riversati sui balconi per sentirci meno soli, facendo gli auguri ai nostri vicini e dirimpettai. Complice l’aria primaverile, cercavamo tutti insieme di esorcizzare la paura, causata da un apocalittico nemico comune, chiamato Covid-19.

Ci sentivamo un po’ tutti sulla stessa barca, che di certo, dopo i primi mesi tempestosi, avrebbe dovuto portarci ad approdare insieme verso una riva sicura.

Così l’abbiamo passata affacciati al davanzale la Pasqua del 2020, e anche la Pasquetta; l’abbiamo trascorsa a darci appuntamenti su Facebook per cantare “Abbracciame” tutti alla stessa ora, in ogni città d’Italia, tentando di sentirci davvero uniti idealmente in un abbraccio che non potevamo dare.

I contagi, così come i decessi, imperversavano in Italia e nel mondo, ma comunque ci sembrava che un po’ di umanità si fosse fatta spazio in ognuno di noi, abbattendo l’indifferenza che ci aveva reso ciechi di fronte alla bellezza della vita.

Continuavamo a ripeterci: “andrà tutto bene”, con le lenzuola bianche appese che fluttuavano dai palazzi, agitando arcobaleni disegnati, tutti un po’ storti, che però erano l’emblema della nostra voglia di tornare a vivere a colori.

Poi, invece, non è andato affatto tutto bene e nessuno ora ha più il coraggio di ripetere quel motto.

Pasqua 2020, Papa Francesco attraversa una deserta piazza del Vaticano

Dall’anno scorso ad oggi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato quasi 125 milioni di contagi e più di 2 milioni e mezzo di morti a causa del Coronavirus.

Siamo cambiati tutti nell’ultimo anno, ognuno di noi ha perso qualcosa. A restare uguale c’è l’itinerario già scritto che ci indica dove trascorrere la Pasqua 2021, la nostra Pasqua bis in lockdown, non sarà di rinascita come auspicavamo e, per forza di cose, non potrà essere uguale a quella dell’anno scorso.

Di un anno fa, oltre all’itinerario turistico, restano solo gli arcobaleni ormai sbiaditi che penzolano tristi qui e lì da qualche finestra, dimenticati. L’unico colore di cui siamo intrisi è il rosso, che da Nord a Sud definisce la nostra mancata libertà.

Oggi siamo pervasi dalla disillusione e i gruppi sui social in cui ci sentivamo tutti vicini e che servivano a condividere ottimismo, sono ora pieni di post che trasudano la rabbia del sentirsi inermi.

Non basta la speranza dei vaccini a rianimarci e siamo stanchi anche dei pronostici positivi che, abbiamo visto, troppo spesso, essere deludenti. Abbiamo accettato una situazione che un anno fa ci sembrava una tempesta, ma che adesso ci sembra quasi la normalità a cui adeguarsi.

Troppe famiglie piangono posti di lavoro persi (solo in Italia più di 600mila secondo l’Inps) o peggio familiari malati, intubati, morti.

Non ci consola neanche più quel sentimento comune che ci faceva sentire tutti sulla stessa barca. Ciascuno ora pensa impotente alla propria situazione.

In questa Pasqua 2021 ognuno di noi è affacciato di nuovo al proprio balcone, sì, ma silenziosamente, alzando gli occhi al cielo a chiedere un segnale, in attesa di una vera Primavera.

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