La cifra spesa per l’ingaggio di Ruby non è nota, ma è lo stesso Marra a smentire i costi elevati che si sono vociferati in questi giorni: «Posso dire che si è trattato di una cifra contenuta», ha detto lo stesso autore del libro.

Il booktrailer si apre con una Ruby vestita che immediatamente viene denudata da un uomo mascherato che indossa un mantello nero. Da questo momento, mentre la protagonista del sexygate tenta di coprirsi con il suo ausilio delle mani, parte la descrizione del libro:

«Ora che il regime ha spogliato la società – dice la ragazza – cerca, come allora, il capro espiatorio perché, colpevole o no che sia, serve a distogliere dalla necessità di un vero cambiamento, nel mentre aggredisce i libri di Marra poiché in essi c’è tutto ciò che non dobbiamo sapere».

Fino a questo punto il messaggio è davvero contorto come un labirinto. Ruby sarà la “società spogliata”? Il regime è l’uomo mascherato? Non è ben chiaro. Ma andiamo avanti, lo spot continua:

«Leggendoli (i libri di Marra) vedrai che dal sesso all’amore, dalla disoccupazione all’economia, dall’etichettatura alla riforma costituzionale europea, la radice del male e nel signoraggio bancario primario e secondario. Concorri a sconfiggerlo!».

Di cosa parlerà in realtà libro? Fino a questo momento non si capisce. Continuiamo ad ascoltare la svestita Ruby:

«Chiedi a “fermiamolebanche.it” di ricalcolare dall’inizio il saldo del tuo conto corrente, scarica gratis da “marra.it” 140 delle 360 pagine dell’edizione ora in commercio de “Il labirinto femminile”».

Niente, la trama non viene in nessun modo menzionata. Forse perché inizialmente lo aveva già fatto la bellissima Manuela Arcuri, prima testimonial del libro. Lo spot dell’Arcuri parte con il suono di un sms, la bella Manuale prende il suo cellulare, lo guarda e dice:

«È “Il labirinto femminile” il nuovo libro di Alfonso Luigi Marra, uno straordinario epistolario in sms tra Luisa, giovane avvocatessa, e Paolo, il titolare del grande studio legale dove lavora. Un’opera per liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che le tormenta e ha enormemente rallentato il cammino della civiltà. È bellissimo».

Ecco qui la trama, ma allora perché chiedere a Lele Mora di partecipare al secondo spot confondendo nuovamente le idee dei telespettatori? Il talent scout, oggi anche lui invischiato nello scandalo di Arcore, descrive così il libro:

«Specchio specchio delle loro brame dì pure a costoro che ciò che riguarda Marra è sempre la cosa più brutta del reame! Non sono un critico, ma “Il labirinto femminile” è il libro più straordinario che io abbia mai letto, e allora mi sono offerto per un euro di rompere io il silenzio assordante di quelli che dovrebbero parlare, ma credo temano cauti gli attesi cambiamenti! Leggilo, è davvero bellissimo!».

Insomma, l’epistolario d’amore in sms imprevedibile e struggente, tra Luisa e Paolo, uomo che ha il doppio degli anni della ragazza, ma è un genio interdetto a prendere in considerazione qualsiasi limite, “in 272 pagine di epistolario e 78 di una straordinaria analisi per contribuire a liberare la coppia e la società dal dramma universale della concezione strategico-prevaricat​oria dell’amore e delle relazioni umane in generale”, è un libro che sta incuriosendo tutti con i suoi spot, ma che sul web non ha ancora una recensione ufficiale.

Mariangela Deliso

Ecco il video con Ruby protagonista:

httpv://www.youtube.com/watch?v=atkIS72C5n0

Video di Manuela Arcuri:

httpv://www.youtube.com/watch?v=N-9IwIBA2RY&feature=related

Ecco il video di Lele Mora:

httpv://www.youtube.com/watch?v=boXrciFAjJM&feature=related

1 commento

  1. Rossy de Palma per Marra: Indignati: referendum contro banche, signoraggio

    Clicca qui per vedere il video da youtube

    http://www.youtube.com/watch?v=A6hxNpU_-CY

    Aiutaci a promuovere il referendum contro le 5 leggi occulte (in realtà sono 6) regala-soldi alle banche.
    Ora sì che c’è da indignarsi: i politici italiani sia di destra che di sinistra che di centro, mentre fingono di ‘lavorare’ per salvarci dalla crisi, hanno approvato, nel più assoluto silenzio anche dei media, 6 leggi (fatte di poche parole decisive occultate tra molte inutili) per regalare ulteriori centinai di miliardi di euro annuali ai loro padroni e mandanti: le banche.
    Banche alle quali i politici continuano nel mentre a garantire con i trucchi più perversi di poter bere impunemente il sangue della società mediante il crimine del signoraggio bancario primario e secondario.
    Gli indignati devono però specializzarsi nel protestare, perché i media e la politica fanno di tutto per vanificare la loro azione mistificandone le valenze, le cause e gli obiettivi.
    Premesso cioè che il problema, più ancora che il ladro (le banche), è il gendarme (la magistratura), che gli consente di rubare, nonché i media, che fanno di tutto per coprirli, occorre sforzarsi di indurre i media a dire realmente quel che va detto, e bisogna poi che il movimento abbia dei portavoce, altrimenti i media continueranno a far parlare persone che non sono in grado di dire nulla.
    Approfondisci di seguito, da un articolo di Marra, o comunque dal suo sito marra . it, quali sono le 6 leggi da abrogare e cos’è il signoraggio bancario.
    In breve l’avv. Marra, per chi vuole conoscere a fondo l’argomento delle 6 leggi illegittime, pubblicherà il testo integrale dei 6 corposi ricorsi alla Corte Costituzionale, anche per metterli a disposizione degli avvocati che volessero usarli a loro volta per eccepire l’incostituzionalità nelle loro cause contro le banche.
    Avv. Raffaele Ferrante

    MARRA: LE 6 LEGGI REGALA-SOLDI ALLE BANCHE
    Sono 6 le leggi, 4 delle quali recentissime, con le quali sono stati regalati alle banche centinaia di miliardi di euro annuali. E poiché (non so se stupisce) nessun partito si è opposto, non resta che il referendum.
    -La più recente è il DL n. 70\13.7.2011 (‘decreto sviluppo’), art. 8, secondo cui l’usura, che prima scattava quando il tasso medio veniva superato del 50%, scatta ora quando viene superato di 8 punti, o anche del 25% + 4 punti. Due criteri il secondo dei quali è in realtà ‘fumogeno’ (serve a confondere), perché è un po’ più vantaggioso per i cittadini solo con tassi molto alti, tipo 20%, come quelli dei crediti al consumo. Ma per fare invece l’esempio che interessa il maggior numero di italiani, nei mutui a tasso variabile, ora in media del 2,79%, prima, per verificarsi l’usura, la banca doveva praticare il 4,18%, mentre ora il 10,79%. Anche se, secondo la Banca d’Italia (un’illecita azienda privata di proprietà di quelle stesse banche che finge di controllare), andrebbe applicato il criterio del 25% + 4 punti, per cui l’usura sui mutui inizierebbe ‘solo’ dal 7.48%, contro il 4,18% di prima. Una posizione questa anch’essa rivolta a confondere, nel senso che Banca d’Italia ha per il momento indicato il criterio del 25% + 4 punti sapendo però che, di fatto, in sede penale, ove occorra, le banche hanno sempre la possibilità di difendersi invocando il criterio del +8%. Un innalzamento che, ora che la barriera del ‘tasso soglia’ è stata comunque elevata, innescherà un aumento strisciante del costo del denaro, e che serve inoltre alle banche per evitare le condanne per usura, da ultimo sempre più frequenti.
    -La seconda è la L. n. 10, art. 2, comma 61, del 26.2.11, con cui, in contrasto frontale con decenni di giurisprudenza anche delle Sezioni Unite della Cassazione, si è stabilito che la prescrizione decennale nelle cause contro le banche, che decorreva dalla chiusura del conto corrente, ora decorra dall’annotazione dell’operazione. Significa che, ad esempio, in relazione a un conto durato venti anni e chiuso nove anni fa potevi recuperare tutto, mentre ora puoi recuperare solo un anno, ovvero solo le somme di cui la banca si è indebitamente appropriata tra oggi e dieci anni fa.
    -La terza è il D. Lgs n. 11 del 27.1.2010 con il quale – ora che si stavano vincendo le cause sulla ‘valuta zero’, cioè sull’accredito immediato dei versamenti – è stato stabilito l’accredito al terzo giorno. Una guerra iniziata invero proprio da me nel 1980 (ottenendo il primo risultato positivo nel 2004) in base al semplice argomento che se Tizio dà a Caio un assegno di 1.000 euro il primo gennaio, e Caio lo versa subito sul suo conto, i 1.000 euro vengono stornati a Tizio il primo gennaio e accreditati a Caio dopo alcuni (o molti) giorni, sicché, nell’intervallo, gli interessi vanno alla banca, che non è mai stata proprietaria dei soldi.
    -La quarta è il D Lgs 4.8.99, n. 342, art. 25, con cui si è stabilito che l’anatocismo (addebito trimestrale anziché annuale degli interessi) è legittimo purché venga praticato anche all’attivo, ‘dimenticando’ però l’enorme differenza tra tassi attivi e passivi. Una ‘amnesia’ che ha colpito anche la Corte Costituzionale vanificando la sentenza in cui si dilunga a illustrare la legittimità del ‘pareggiamento’ senza però aggiungere (lo ha dato per scontato?) che sarebbe occorso anche il ‘pareggiamento’ quantitativo dei tassi. Una ‘amnesia’ che, dal 22.4.2000, data di entrata in vigore di questo regime, al 31.12.2010, con un tasso attivo medio dell’0,87% e un tasso passivo medio del 13,32 (10,08% + lo 0,81% trimestrale = 3,24% annuo di commissione di massimo scoperto), ha causato – per ogni 100.000 euro – in dieci anni, un guadagno per i correntisti di 427 euro, ma un guadano per le banche di 203.576 euro.
    -La quinta è il decreto legislativo 385 del 1993, art. 50, con il quale si è stabilito che è sufficiente una dichiarazione del direttore della banca (quindi ‘di parte’) per far diventare «certa, liquida ed esigibile» la somma scritta in fondo a un qualsiasi estratto conto bancario. Con la conseguenza, ove si rompano i rapporti, che la banca, anziché dover iniziare un giudizio civile con citazione, cosa che ti consentirebbe di difenderti adeguatamente, può depositare un ricorso per decreto ingiuntivo: decreti ingiuntivi che spesso i giudici (sempre larghi di manica con le banche per motivi meglio noti a loro) rilasciano in forma esecutiva, sicché la banca può subito pignorarti quello che hai. Una norma assurda (solo le banche possono ‘autocertificare’ i propri crediti), oggi divenuta grottesca perché quasi tutte le voci dell’estratto conto sono ormai oggetto di censura giurisprudenziale, per cui si sa a priori che il saldo, all’esito dei giudizi, risulterà errato.
    -La sesta è l’art. 2 bis, comma 1, legge n. 2 del 28.1. 2009, con il quale il nostro incredibile ‘legislatore’, siccome la commissione di massimo scoperto, che in passato vigeva praticamente per prassi, è stata oggetto di clamoroso e generalizzato superamento giurisprudenziale, anziché prenderne atto e vietarla, l’ha ri-introdotta per legge, per di più raddoppiandola quasi.
    Alfonso Luigi Marra

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