martedì, 30 maggio 2017
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Gagarin

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Ore 5:30 del 12 aprile 1961, tuta arancione, un taccuino e tanta paura di non far mai ritorno sulla Terra, ma si sbagliava, dopo poco poté finalmente rassicurare tutti:

“Sto bene, è bellissimo da qua su”.

Ma questa storia porta con sé molti aloni di mistero, infatti, alcuni hanno sempre pensato che quella non fosse davvero la prima volta dell’uomo nello spazio, ma che la Russia avesse già fatto almeno circa 6-7 altri lanci, ma che si sarebbero trasformati in tragedia per la morte degli astronauti, e di qui la scelta di non far sapere nulla.

“Da quassù la terra è bellissima, senza confini, senza frontiere”

quest’affermazione di Gagarin, è stata definita troppo semplice e non altezza di un “viaggio” del genere, io vedo nella sua semplicità l’emozione di un uomo e non di un astronauta, una frase semplice ma assolutamente moderna, zero frontiere, zero confini come se Gagarin si auspicasse quello per la sua terra.

Credeva di non tornare da quel lungo lancio nello spazio, per questo si annotava tutto, perché così avremmo conosciuto comunque la sue esperienza, ma così non fu per  Gagarin, tornò a toccare terra, non perse la vita nello spazio, la perse in volo nel 1968, in quello che all’epoca era già definito un mezzo sicuro, l’aereoplano.

Valentina Piccoli

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