Neymar dice definitivamente addio al Barcellona. La sua cessione al Paris Saint Germain è divenuta ormai realtà in cambio di 222 milioni di euro, corrispondenti alla clausola prevista dal contratto che legava il brasiliano al Barça.

A sollevare le maggiori polemiche è stato il particolare contratto fatto firmare al brasiliano per sfuggire alla morsa del fair-play finanziario stabilito dall’Uefa. In pratica, anziché essere ingaggiato come calciatore, Neymar guadagnerà 30 milioni di euro all’anno per 5 anni in qualità di testimonial dei Mondiali di calcio in programma in Qatar nel 2022.

Un altro aspetto poco trasparente dell’affare sull’asse Barcellona-Psg è relativo alla provenienza del denaro, che non arriverebbe dalle casse del Psg ma direttamente dall’erario dell’emirato del Qatar, dato che l’emiro qatariota Tamim bin Hamad al-Thani è anche proprietario del Psg.

Un doppio ruolo che ha indotto il presidente della Liga spagnola Javier Tebas a inoltrare una denuncia alla Uefa per doping finanziario e violazione delle regole sulla concorrenza. “Non accetteremo i soldi del Psg”, ha dichiarato Tebas ai microfoni del quotidiano spagnolo As.

Un’avventura durata 4 anni che i tifosi del Barça ricorderanno a lungo, non solo perché il brasiliano sta per diventare l’acquisto più costoso della storia del calcio, ma anche per i numerosi contrasti, tipici di una tifoseria esigente, nati nella sua permanenza in Catalogna.

IL COLPO DEL MERCATO – Fin dal suo arrivo nel 2013, tra la critica spagnola non sono mancati dubbi e opinioni contrastanti: c’era chi lo vedeva come l’erede naturale di Lionel Messi e chi pensava che il giovane brasiliano, che a soli 17 anni aveva debuttato come professionista, doveva dimostrare di sapersi adattare al calcio europeo; chi vedeva l’acquisto di Neymar come un ottimo affare nel rapporto qualità-prezzo (poi dimostratosi tutto il contrario quando il vero costo dell’operazione venne alla luce e per i problemi giudiziari che costarono il posto allora Presidente Sandro Rosell) e chi, sponda blaugrana, gioiva per aver sottratto al Real Madrid la più brillante stella del calcio del prossimi dieci anni.

INIZI DIFFICILI – Il primo anno di Neymar Junior al Barça fu quel che si dice un anno di adattamento: giocò 41 partite segnando 15 gol. Un anno in cui i blaugrana non vinsero nulla, fatta eccezione della Supercoppa di Spagna (grazie a un gol proprio di Neymar) ma era l’anno in cui alla guida della squadra c’era Tata Martino, che non seppe tirare fuori il meglio dalla rosa che aveva a disposizione. Neymar nel frattempo era finito sotto la protezione della “chioccia” Dani Alves e a chi chiedeva della sua rivalità con Messi ripeteva che l’argentino era il miglior giocatore del mondo e che da Leo avrebbe potuto solo imparare.

L’ANNO INDIMENTICABILE – La stagione 2014/15, e l’arrivo sulla panchina di Luis Enrique, fu quella della consacrazione per il brasiliano. L’acquisto di Luis Suarez dà vita alla MSN, il tridente che metterà in ombra la BBC del Real, grazie alla quale il Barça conquisto il suo secondo storico “triplete”. Neymar segna 39 reti (il suo massimo con il Barcellona) e dimostra essere il degno erede della “Pulce”, ma iniziano anche i primi problemi con la dirigenza. Nel corso delle vacanze natalizie trascorse in Brasile, Neymar pubblica sui social foto e video che preoccupano la cupola dei blaugrana. Si parla di eccessi e del timore che al suo rientro in Spagna il brasiliano possa non essere più così determinante. Niente di più sbagliato, Neymar rientra a Barcellona e il suo rendimento continua ai massimi livelli.

UN AMICO IN ME – Il 2015 è anche l’anno in cui l’amicizia tra il brasiliano e Messi passa da essere fondata da un profondo rispetto ad affetto vero e proprio. Le foto che Neymar pubblica sul suo profilo di Instagram in compagni di Leo dimostrano che i due, per la gioia dei tifosi blaugrana, hanno un legame che va al di là del campo di gioco e che proprio questa unione, a cui si accompagna anche l’altra punta del tridente, Luis Suarez, è garanzia di vittoria. Neymar e Messi si trovano a meraviglia, dentro e fuori dagli stadi. Che questo legame fosse profondo lo ha dimostrato anche il messaggio inviato dall’argentino nella giornata di ieri, quando è diventato ufficiale che Neymar la prossima stagione non giocherà nel Barcellona: “È stato un piacere enorme aver condiviso tutti questi anni con te, amico mio,” ha scritto Messi sul suo profili di Twitter, chiudendo con l’acronimo “tkm” che significa “Te quiero mucho” (Ti voglio bene).

IL SALUTO DEL PSG – Accoglienza da urlo per Neymar prima dinanzi alla Tour Eiffel con il videomessaggio e poi ieri in grande stile al “Parco dei Principi”. I sostenitori del Psg, in delirio, hanno riempito il Parco dei Principi in ogni ordine di posto e hanno ininterrottamente osannato il loro nuovo idolo. Nel suo giro di campo Neymar è stato accompagnato da tanti bambini che lo hanno abbracciato e stretto in continuazione. Visibilmente emozionato l’attaccante brasiliano che si è concesso per foto e strette di mani, guardato a vista dalla security del club. Lo show si è chiuso con Neymar che sotto la curva si è tolto la maglia per lanciarla ai tifosi sugli spalti. Per permettere la presentazione del suo nuovo numero 10.

“Grazie, sono molto felice di essere qui. È un grande sogno che sto vivendo, una sfida grandissima quella di voler vincere tutto insieme a voi. Voglio fare la storia di questo club”, queste le prime parole di Neymar sul palco del Parco dei Principi dinanzi al presidente Nasser Al-Khelaifi. Ora non gli resta che scriverla.

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