Lasagna al 92′, che beffa per l’Inter di Mancini

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L’Inter stecca ancora, per la terza volta consecutiva a San Siro, davanti al suo numeroso pubblico, che di fronte all’ennesima delusione non riesce a trattenere tutta la sua rabbia e fischiando, fa sentire tutto il suo disappunto. Questa volta però fa più male del solito: prende il pareggio in extremis a due minuti dalla fine, contro un Carpi disperato e peraltro in dieci uomini, e soprattutto perchè, chiamata a fare una gara di spessore e di svolta, dopo le deludenti prestazioni (compresa quella di Empoli,) l’Inter sbaglia completamente interpretazione. Grande merito va al Carpi, per aver fatto un’ottima partita, per aver creduto fino alla fine al pareggio e per aver puntato fin da subito a non stare troppo in balia dell’ormai ex seconda forza del campionato. La squadra di Castori aggredisce bene in avvio i due centrali nerazzurri Juan Jesus-Murillo ( con Miranda diffidato inizialmente in panchina) e Mbakogu si rende protagonista dopo soli sei minuti: il nigeriano passa in mezzo ai due difensori, si presenta davanti ad Handanovic e lo batte con un bel diagonale. E’ pronto ad esultare, senza tenere però conto del fischio dell’arbitro, che annulla la marcatura per un presunto fallo del centravanti emiliano. L’Inter fatica parecchio ad ingranare e a Mbakogu viene data subito una seconda chance: il nigeriano però questa volta calcia troppo addosso ad Handanovic. La timidezza dell’Inter preoccupa, Icardi (a cui non viene fischiato un rigore) si fa vedere poco e male, perciò ci provano soprattutto gli esterni ad essere pericolosi, Perisic in primis. E’ da una conclusione da fuori del croato che nasce infatti il vantaggio interista: un difensore del Carpi sporca il tiro dell’ex Wolfsburg e consegna inavvertitamente la palla a Palacio, che deposita in scioltezza da pochi centimetri.

La ripresa inizia per l’Inter con Miranda al posto di Telles (3-4-1-2) e con il solito Perisic che dopo quattro minuti scalda i guantoni di Belec, con un tiro violento da fuori. Ancora il portiere del Carpi si fa trovare pronto dieci minuti più tardi su una conclusione di Felipe Melo. Ma Belec è protagonista assoluto a quindici dal termine, quando si supera con una doppia parata, prima su Melo e poi su Palacio, evitando così il possibile colpo del ko per la sua squadra. L’espulsione di Pasciuti a sette dalla fine sembra però l’atto definitivo di rinuncia, da parte della squadra di Castori, a qualsiasi tipo di velleità. Grande, grandissimo errore di valutazione, perchè un lancio in profondità, tagliente e velenoso, per il velocissimo Kevin Lasagna si trasforma nella beffa assoluta per l’Inter. Il diagonale dell’attaccante emiliano, passa prima sotto le gambe di Juan Jesus (lento e approssimativo nel chiudere la diagonale) e si insacca alla sinistra dell’incolpevole Handanovic. E’ il minuto novantadue e San Siro non ci vuole proprio credere. I due minuti di recupero successivi non servono a nulla alla squadra di Mancini per ribaltare il risultato e va quindi in archivio l’ennesimo match da dimenticare, sotto ogni aspetto, per Roberto Mancini. Per il Carpi naturalmente no: un punto storico al Meazza, per alimentare ancora di più speranze di salvezza, dopo una prima parte di stagione passata in fondo alla classifica.

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