L’orizzonte del progetto che vede Fabio Capello protagonista arriva però al 2018: la Russia sarà, infatti, quell’anno padrona di casa del Mondiale e dovrà avere una nazionale di assoluto valore per cercare di conquistare il titolo proprio a Mosca. Il compito del 66enne originario San Canzian d’Isonzo riguarda, dunque, anche lo sviluppo del calcio russo, ricco dal punto di vista economico ma povero per quanto riguarda la caratura tecnica dei calciatori. I vari Akinfeev, Zhirkov, Kerzhakov, Arshavin, Pogrebnyak e Dzagoev possono essere considerati i punti di partenza della prossima nazionale targata Capello.

Si spera che questo nuovo incarico da ct possa concludersi in maniera diversa rispetto a quello che l’ha visto impegnato con l’Inghilterra: il rapporto con la Federazione inglese, iniziato nel dicembre 2007 e continuato fra poche luci e molte ombre, si era infatti concluso lo scorso febbraio con le dimissioni del tecnico italiano.

16 luglio 2012

Angelo Fischetti

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