romanì

“Riempie di orgoglio che si possa vivere questo momento storico in Italia della prima tappa istituzionale verso il riconoscimento dei Rom come minoranza linguistica nazionale per chi ci ha creduto e  ci ha lavorato da sempre come volontario  sul territorio al fianco delle comunità rom, come l’Associazione di volontariato Eugema Onlus”. E’ raggiante e non lo nasconde Corsina Depalo presidente dell’Associazione Eugema Onlus,  a Roma per l’avvio del processo istituzionale verso il riconoscimento della minoranza linguistica Rom. Con la sua professione di insegnate pedagogista e Giudice Onorario presso il tribunale dei minorenni di Bari, oltre ad aver supportato e accompagnato la scolarizzazione, in particolare di alcune  donne rom da diversi anni sul territorio, in provincia di Bari, per il conseguimento del  titolo di studio della  licenza media, ha portato e porta culturalmente  la dimensione umana  rom in tutte le pieghe della società e soprattutto della scuola a partire dai più piccoli e dalle loro famiglie.

Ora il suo impegno e quello di molti altri è diventato una proposta di legge per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì (N. 3162).

La proposta di Legge statale elaborata in prima battuta da un gruppo di studiosi dell’Università  degli Studi di Teramo insieme alla  Fondazione Romanì Italia guidata da Nazzareno Guarnieri,  l’Associazione LEM-Italia  (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), a lungo divulgata presso le comunità rom in Italia e diffusa sui diversi territorianche grazie alla sensibilità di alcune amministrazioni locali, è stata depositata alla Camera da oltre  20 parlamentari. Alla proposta si affianca un dossier che possa indirizzare al meglio le politiche regionali in materia di rom, che attualmente sono in una delicata fase di riordino.

Alla conferenza stampa sono intervenuti L’on. Gianni Melilla (deputato dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, primo firmatario), On. Arturo Scotto,  Presidente del gruppo SEL e SI – Camera dei Deputati, Luciano D’amico, Magnifico Rettore Università degli studi di Teramo; Giovanni Agresti, Università degli studi di Teramo Lem Italia, Pierfranco Bruni, Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo,  Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Fare Ambiente, Corsina Depalo, presidente dell’associazione EUGEMA ONLUS (per l’intercultura, la disabilità e i Nuovi Stili di Vita), Bruno Morelli, Artista Rom,  Nazzareno  Guarnieri, Fondazione Romanì Italia.

Occorre ricordare che nell’Università di Teramo nell’ambito del Primo Congresso Mondiale dei Diritti Linguistici nel maggio 2015, la FRI, l’associazione LEM Italia, con alcuni docenti universitari dopo aver analizzato la legge 482/99 e le precedenti proposte di legge per il riconoscimento della minoranza romanì (che non hanno mai avuto successo), hanno elaborato la nuova proposta di Legge per il riconoscimento della minoranza romanì, della sua lingua, della sua cultura, condivisa e approvata dall’Accademia Internazionale di Diritto Linguistico e i partecipanti del Congresso.

Il riconoscimento che tale proposta di Legge chiede è di ordine esclusivamente culturale. In particolare si chiede che la Repubblica Italiana riconosca tre requisiti della comunità linguistica romanì:

1) Il carattere di lingua del romanès, e di lingua diversa dalla lingua nazionale ufficiale dello Stato;

2) Il numero di parlanti del romanès come di gran lunga inferiore a quello dei parlanti della lingua nazionale ufficiale dello Stato;

3) Il carattere di lingua storica del romanès, essendo tale lingua presente nel territorio italiano sin dal XIV secolo.

Vale la pena ricordare che la legge 482/99, mentre riconosce la tutela e la valorizzazione di alcune minoranze linguistiche storiche, ne esclude altre, tra cui la minoranza romanì. La stessa Costituzione Italiana all’art. 6 stabilisce che “l’Italia tutela le minoranze linguistiche intese anche come minoranze etniche culturali,sia diffuse in modo minore in tutto il territorio sia insidiate in specifiche realtà territoriali…”

Riconoscere una minoranza storica vuol dire soprattutto conoscere e valorizzare il suo patrimonio linguistico-culturale anche “al fine di contrastare fenomeni di marginalizzazione ed esclusione, e di sostenere iniziative di interazione e di integrazione culturale” (art.5 della proposta di legge).

Alla Camera dei Deputati è stata inoltre stata presentata la ricerca “Rappresentazioni sociali del Romanés” (Roma- Aracne editrice). La ricerca mira a conoscere, su scala nazionale, quello che i membri della comunità romanì pensano o immaginano della propria lingua cultura. L’indagine di non poco conto, esperienze sul campo e non un esercizio accademico, oltre a far luce su un argomento poco noto, molto complesso e dai contorni incerti, e cioè lo studio del rapporto tra soggetto, comunità e lingua tradizionale, è centrale nella misura in cui è quest’ultima a costruire l’identità individuale e collettivo.

Per informazioni e contatti Corsina Depalo

Presidente associazione di Volontariato Eugema Onlus

(per l’intercultura, la disabilità e i Nuovi Stili di Vita)

Cell: 3454323094

 

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