Fino a oggi, numerosi scienziati di tutto il mondo sin dall’inizio del XX secolo hanno cercato di dare una definizione di questi raggi. Nella maggior parte delle teorie, i raggi cosmici sono intesi come ammassi di particelle ad alto contenuto di energia che dall’Universo arrivano sulla Terra. I ricercatori dell’Asi, Agenzia Spaziale Italiana, dell’Inaf, Istituto Nazionale di Astro Fisica, e l’Infn, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sono riusciti a osservare questo fenomeno fisico e a meglio connotare la teoria più accreditata.

Questi raggi cosmici vengono rilasciati dopo un’esplosione avvenuta nello spazio e che, nel momento in cui entrano in contatto con le frange estreme del nostro Pianeta, vengono schermati e loro energia si disperde nello spazio circostante sottoforma di luci bluastre. Questo fenomeno spaziale può essere paragonato a quello degli acceleratori di particelle costruiti dall’uomo in vari posti della Terra.

Pensiamo a quello più famoso, il Cern, costruito nel perimetro della città di Ginevra e in cui da anni si sta cercando di riprodurre il fenomeno primordiale del Big Bang. Il satellite Agile, al centro della scoperta, è un concentrato della migliore tecnologia del nostro Paese che viene definito dall’Agenzia Spaziale Italiana, un satellite a basso costo.

Spedito in orbita nello spazio nel luglio del 2007, grazie al suo rilevamento di raggi gamma e raggi X, ha permesso agli studiosi di fornire un’immagine a un fenomeno descritto solamente con le parole e con le teorie per più di 100 anni.

 

Daniele Fox

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