La non affidabilità dei dati ottenuti per mezzo di svariati rivelatori terrestri, come aerei, navi e boe, ha spinto l’ente spaziale mondiale a prendere le redini della spedizione scientifica affinché, dal cosmo, si possano studiare nel dettaglio i tremendi cambiamenti climatici a cui il nostro pianeta è soggetto da tempo.

La missione partirà dalla base californiana di Vandenberg. Il satellite argentino Sac-D, la cui gittata sarà gestita dal lanciatore di ultima generazione “Delta II”, sarà dotato di “Aquarius”.

Questo strumento, dal quale prende il nome l’intera missione, sarà munito di sensibilissimi sensori che raccoglieranno i dati relativi all’andamento delle correnti marine e al grado di salinità delle acque oceaniche.

Queste informazioni, stando a quanto dichiarato da Gary Lagerloef, il responsabile scientifico della missione, si riveleranno fondamentali nello studio sui mutamenti del clima e permetteranno agli scienziati di stilare modelli climatici decisamente più attendibili rispetto a quelli attuali. Insomma, per i ricercatori si tratterà di una vera e propria “manna” piovuta dallo spazio.

Nicola Oscar Ottati

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