Qual è la legge fondamentale a cui un cristiano deve rapportarsi per valutare il senso di giustizia? È la legge dell’Amore, amore agape che presuppone l’apertura all’altro, al prossimo, preludio della “Chiesa in uscita” di Papa Francesco. Ma l’inclusività e la carità sono concetti validi anche per i non credenti come ci spiega San Paolo che da tutore della legge diventa portavoce della Legge dell’Amore. La sua dottrina è valida per tutti, infatti la vita di San Paolo è una vita missionaria, una vita sempre rivolta ad annunziare il messaggio cristiano anche a chi non crede!

Dalla prefazione di Nicola Colajanni

Esiste un diritto naturale anteriore ai diritti positivi, un test di giustizia delle leggi? Se ci fosse dovrebbe essere riconosciuto da tutti. Ma nella grande tragedia sofoclea, che rappresenta classicamente il conflitto interiore della coscienza, Creonte non riconosce le antiche leggi non scritte dei nostri padri, invocate da Antigone. Non esiste, dunque, un diritto naturale, divino o umano che si voglia intenderlo, oggettivamente riconosciuto o riconoscibile. C’è – come evidenzia Alessandro Grimaldi nel suo lavoro – un diritto naturale secondo l’interpretazione cristiana – a cui egli senz’altro aderisce – e un diritto naturale secondo l’interpretazione di altre religioni o dei “laici”.

Ciò non toglie che l’aspirazione ad un diritto fondamentale comune debba essere perseguita da chiunque voglia avere e contribuire a dare un orizzonte di senso alla vita umana. E sicuramente si muove lungo questa prospettiva il costituzionalismo contemporaneo, individuando quell’orizzonte comune nei diritti umani della persona affermati storicamente a partire dalla dichiarazione francese del 1789 fino a quella delle Nazioni unite del 1948, alle varie dichiarazioni “regionali” come quelle europee. I diritti umani si presentano come naturali – e, quindi, fondamentali, inalienabili, imprescrittibili – non dommaticamente, per adesione a presupposti ideologici che non sono universalmente condivisi, ma in quanto positivizzati in una serie di dichiarazioni, appunto, universali. Si va realizzando così il convincimento di Antigone sulla necessaria aderenza del νόμος agli ἄγραπτα νόμιμα.

Proprio nella prospettiva costituzionalistica si coglie l’attualità del pensiero di san Paolo, di cui giustamente Grimaldi ravvisa lo “ spiccato contributo nell’“esplorazione” del diritto e nella conoscenza dei concetti dello stesso». Paolo, infatti, è un uomo di legge, non parla con parabole come il fondatore del cristianesimo ma è aduso alla definizione giuridica. E così egli ci consegna nella lettera ai Galati (3, 28) la più antica dichiarazione dei diritti umani: “Non c’è giudeo né greco, non c’è schiavo né libero, non c’è maschio né femmina, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”. In un crescendo straordinario, le differenze di lingua e di nazionalità, le differenze di status, addirittura le differenze di genere vengono (non cancellate, ma) dichiarate inidonee a fondare discriminazioni e disuguaglianze nel diritto all’eredità (che, nel caso, è ovviamente quella religiosa secondo la promessa di Dio ad Abramo: 3, 29). E nella lettera a Filemone (1, 16) Paolo offre un’applicazione pratica del principio di eguaglianza nella differenza: accolga Onesimo – uno schiavo che forse ha offeso il suo padrone, forse lo ha derubato – “non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo”.

Una rivoluzione straordinaria, peraltro ineludibile per chi ha promosso, per dirla con le parole di un grande studioso ebreo di Paolo, Jacob Taubes – la “fondazione e la legittimazione di un nuovo popolo di Dio”. E, al netto di alcune attualizzazioni, in cui lancia il cuore oltre l’ostacolo della diversità delle condizioni storiche, Alessandro ben coglie – il che rallegra in un giovane a cospetto di uno scrittore severo come l’apostolo Paolo – il pensiero paolino di fondo: grazie al quale l’umanesimo, al di là dello stesso perimetro della fede, trova il suo centro di convergenza e di durata nella “persona e le sue relazioni, derivanti dai concetti di “amicizia” e “beni inclusivi”.

Autore: Alessandro Grimaldi

Titolo: IL DIRITTO NATURALE CRISTIANO

LA DOTTRINA DI SAN PAOLO

ISBN: 978-88-8459-336-8 2015

pp. 114 € 12,00

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