Ospedale Santa Chiara di Trento (Ansa)
Ospedale Santa Chiara di Trento (Ansa)

In giornata si procederà all’autopsia della bambina morta di malaria. Il referto sarà di certo un tassello importante per capire in quale direzione muoversi e scoprire come la piccola Sofia uccisa dalla malaria possa aver contratto il virus. L’esame previsto oggi sarà utile, infatti, a capire prima di tutto quale sia il ceppo contratto dalla bimba. Se si trattasse infatti dello stesso dei due bimbi del Burkina Faso ricoverati con lei negli stessi giorni all‘ospedale di Trento, allora bisognerebbe come il virus possa averla infettata.

Perchè il contagio avvenga è necessaria l’inoculazione di sangue. Sofia non ha subito trasfusioni, né è stata rilevata la presenza di zanzara anofele nella struttura.Fondamentale sarà dunque ricostruire la catena di passaggi medici avvenuti duranti il ricovero all’ospedale di Trento, dove la magistratura indaga per omicidio colposo contro ignoti, verificando ogni strumento medico-tecnico utilizzato e se sia stato rispettato il protocollo previsto da questi casi.

Altra ipotesi è che la bimba possa avere contratto il virus durante il soggiorno a Bibbione, al mare, dove era stata nei giorni precedenti con i genitori.Secondo il direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute Raniero Guerra, i tempi di incubazione della malaria tra i 14 e i 20 sarebbero compatibili con quel periodo. Ci si potrebbe allora trovare di fronte al primo caso di malaria autoctona registrato in Italia da decenni.

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