Cibo? Utile in caso di virus. Ma in caso di batteri…

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Nutri il virus, affama il batterio. É quanto emerge da uno studio condotto dall’università di Yale e pubblicato dalla rivista Cell: stando ad esso, infatti, il cibo sarebbe utile per il nostro organismo in caso di influenza, raffreddore o semplice infezione di tipo virale, mentre diventerebbe pericoloso in presenza di forme batteriche. Il digiuno, in quest’ultimo caso, costituirebbe la scelta più congeniale per la nostra salute. Fondamentale, per la buona riuscita della ricerca, l’osservazione del comportamento di alcuni topi presi in analisi. Tutti, all’inizio dell’infezione, tendono a perdere l’appetito, ma, se quelli colpiti da un virus lo recuperano in tempi molto rapidi, quelli affetti da una forma batterica lo fanno con maggiore fatica.

A differenziare i due casi presi in considerazione è la diversa risposta dell’organismo agli agenti patogeni. L’infezione batterica necessita del digiuno, dal momento che, in sua presenza, vengono rilasciati radicali liberi, potenzialmente molto pericolosi per il nostro corpo. Questa reazione non avviene nel caso di virus; qui, al contrario, l’organismo ricerca l’energia e di conseguenza richiede cibo per rafforzarsi e tornare in vigore. Fra gli alimenti da scegliere in caso di influenza, la preferenza va ancora assegnata alla zuppa di pollo, unico alimento -ad ora individuato- scientificamente capace di fronteggiare gli effetti della malattia.

Attenzione infine all’alimentazione forzata. Nel caso dei topi affetti da infezione batterica, la forzatura è stata fatale (la maggior parte di essi non è riuscita a sopravvivere); al contrario, nessun tipo di problema è stato constatato quando i topi sono stati colpiti da un normale virus influenzale.

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