Si può morire per un succhiotto?

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Dal alcuni giorni circola sul web la notizia di un ragazzo messicano deceduto a causa di un succhiotto procuratogli dalla fidanzata. L’evento ha suscitato dubbi e preoccupazioni in tutti coloro che, almeno una volta nella vita, hanno ricevuto o provocato un succhiotto. Le domande più frequenti sono: “Ma è una bufala?”, “Se è vero, ho rischiato di morire o, potrei morire se dovesse capitare di nuovo?”

 

Cerchiamo di vederci chiaro: Julio Gonzalez Macias, diciassette anni, originario di Città del Messico, era a tavola con la sua famiglia quando ha cominciato ad avere le convulsioni. Secondo quanto riporta il Daily Mail, la sua ragazza gli aveva lasciato il segno sul collo poche ore prima, e sarebbe stato proprio il succhiotto a creare un coagulo di sangue che ha viaggiato verso il cervello del giovane. L’intervento dei paramedici è stato immediato, ma Julio è morto lo stesso.
Il caso in Messico non è isolato: già nel 2011 in Nuova Zelanda una donna di 44 anni è rimasta parzialmente paralizzata dopo aver avuto un ictus in circostanze simili. Allora i medici notarono un livido in dissolvenza e un’arteria danneggiata in corrispondenza. Nel 2013 nel Colorado, una donna è deceduta nel tentativo di inscenare una violenza sessuale: si era attaccata al collo il bocchettone dell’aspirapolvere per creare una lesione simile a un succhiotto. Appena rimosso il bocchettone, un grosso trombo ha ostruito i vasi cerebrali, causandone la morte.

A quanto pare, la possibilità di morire dopo un succhiotto è reale, ma molto bassa, ma in che modo si verifica?

In medicina legale, tipico ematoma da succhiotto, rientra tra le lesioni lacero-contuse e in particolar modo tra le lesioni da decompressione. La suzione, provoca un effetto di risucchio sulle strutture cutanee e i tessuti sottostanti. Quando il risucchio è lieve, si può provocare la rottura dei capillari più piccoli e lo stravaso di sangue, a dare il tipico livido a forma circolare od ovoidale del succhiotto. Generalmente questa lesione è di lieve entità e scompare nel giro di una settimana. Se il risucchio è forte, vedi il caso del ragazzo messicano o della donna con l’aspirapolvere, e provocato in corrispondenza dei grossi vasi del collo, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche. Le strutture sottocutanee, tra cui le carotidi (le arterie che portano il sangue al cervello insieme alle arterie vertebrali) potrebbero essere interessate dal fenomeno di suzione/depressione e chiudersi. Non appena il vaso si occlude, il sangue sbatte contro le pareti della carotide e va incontro al processo di coagulazione, formando un trombo. Più il vaso resta chiuso, maggiori saranno le dimensioni del trombo. Nel momento in cui la carotide si riapre, il flusso sanguigno trasporterà il trombo verso il cervello, dove andrà ad occludere un vaso arterioso con diametro inferiore al proprio. La chiusura di un vaso del circolo cerebrale causa un ictus ischemico, con conseguenze proporzionate alle dimensioni del vaso occluso (manifestazioni cliniche che vanno dall’assenza di sintomi, alla paralisi motoria, alla perdita della parola, sino al coma e morte).TIA (Attacco ischemico transitorio)

Sicuramente l’episodio di Città del Messico rappresenta un estremo delle conseguenze di un succhiotto e non crediamo che la notizia possa indurre uomini e donne all’astenersi dal praticarlo; basta porre attenzione quando lo si fa in zone delicate come il collo.

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