Brindisys altro non è che un semplice elmetto, nemmeno così invasivo e ingombrante come altre tecnologie. Ha diversi elettrodi sulla superficie che percepiscono i comandi immaginati di chi lo indossa e li trasformano in segnali elettrici. Questi ultimi, poi, vengono acquisiti da un dispositivo poco più grande di una mano, che elabora il pensiero e lo traduce in azione fisica. In soli dieci secondi, i pazienti di Sclerosi Laterale Amiotrofica, possono fare quasi tutto: riprodurre frasi già programmate o, perché no, crearne una nuova lettera per lettera; e se a loro va, devono solo pensare alla musica per accendere lo stereo.

Cincotti spiega che “fin dall’inizio del progetto il nostro obiettivo è stato di identificare i bisogni specifici dei pazienti, e di coinvolgerli nella validazione del sistema per confermarci che stiamo procedendo nella direzione giusta”. Proprio per questi, infatti, il caschetto speciale, finanziato dalla Fondazione AriSLA con il contributo di AISLA, è stato anticipato da un indagine condotta su esperti, pazienti e familiari che hanno disegnato il mondo dei bisogni dei pazienti di SLA.

La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una patologia neurodegenerativa. Colpisce i motoneuroni, ovvero quelle cellule nervose che permettono di muovere i muscoli del corpo (compresi la lingua e gli organi fonatori esterni), portanto ad una totale paralisi del corpo. Può essere più frequente quando si superano i 50 anni, ma può verificarsi anche solo dopo i 20 e non fa differenze fra maschi e femmine. Solo in Italia, ci sono sei pazienti ogni 100mila abitanti.

Michele Fiore

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here