Un gruppo di studiosi coordinati dal professor Antonio Federico, direttore della Clinica neurologica e malattie neurometaboliche del noto nosocomio di Siena, assieme ad alcuni esperti dell’Universita’ di Rotterdam, ha scoperto una variante della malattia: esiste una forma del morbo di Parkinson che si presenterebbe nelle persone che nell’organismo presentano un eccesso di manganese, noto come attivatore di numerosi enzimi in vitro,costituente di alcuni metalloenzimi.

Nell’organismo umano la sua quantità varia da 12 a 20 mg: superata questa soglia il soggetto interessato potrebbe essere a rischio. “Abbiamo scoperto – spiega Antonio Federico – tale nuova forma in due fratelli adulti affetti da parkinsonismo e distonia, in cui è stato evidenziato un eccesso di manganese secondario ad una mutazione di una proteina responsabile del trasporto del manganese, sostanza essenziale a numerosi processi metabolici, ma che puo’ diventare tossica in quantita’ eccessiva”.

Lo studio successivamente ha interessato anche alcuni componenti di una famiglia olandese, fino ad arrivare al passo successivo della ricerca: quello che ha portato ad una terapia capace di eliminare il manganese in eccesso, che ha determinato un notevole miglioramento della sintomatologia clinica della malattia. L’intera analisi e’ stato appena pubblicata su American Journal of Human Genetics, rivista scientifica di settore.

Ma quali sono gli alimenti che apportano manganese nel nostro organismo? Fra i tanti rientrano le mandorle (3,06 mg), il riso integrale cotto (1,68 mg), gli spinaci bolliti (1,60 mg), il Thè(0,49 mg) e i piselli (0,80 mg). Il manganese, presente in piccole dosi nelle ossa, nel fegato nell’ipofisi, nel pancreas, nella mucosa intestinale e in altri tessuti, molto spesso carente nei soggetti diabetici: questo andrebbe a spiegare le alterazioni del ricambio glucidico.

Alessandra Anaclerio

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