Cancro, italiani a Cuba per il Vidatox: dubbi sull’efficacia del siero anti-tumorale

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Francesco Matteucci, presidente di Pharma Matrix, la società che distribuisce il medicinale, e che è stato fermato a Bari dalla Guardia di finanza con 200 flaconi di Vidatox C 30 privi di autorizzazione sanitaria e denunciato a piede libero, ha spiegato come il farmaco viene impiegato come anti tumorale, “i cui benefici – ha fatto sapere – si possono acquisire tramite alcune testimonianze dirette di pazienti che lo hanno adottato”.

Sul sito di Pharma Matrix si legge che si è arrivati alla decisione di produrre il siero cubano dopo oltre quindici anni di un progetto di ricerca volto a valutare il suo potenziale come agente anti tumorale, analgesico, anti-infiammatorio, e la sicurezza tossicologica. Il medicinale è stato applicato su 174 pazienti malati di cancro di entrambi i sessi a cui sono state somministrate cinque gocce sublinguali ogni dodici ore durante il periodo compreso tra il 12 marzo 2007 e il 2 febbraio 2010.

Risultato? Miglioramento delle condizioni di infiammazione, dei parametri ematologici e della funzione degli organi colpiti dalla malattia, oltre che ad un aumento dell’appetito e dell’energia. Sul sito inoltre si legge che l’uso del Vidatox può migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici, incrementare la sopravvivenza e frenare lo sviluppo tumorale, senza l’apparizione nei soggetti, dei sintomi indesiderabili di altre terapie.

Nonostante i dubbi sulla reale efficacia del medicinale sollevati da numerosi oncologi e specialisti internazionali, il Vidatox sembra essere molto richiesto in Europa, e soprattutto in Italia. Sarebbero infatti più di sessanta mila i pazienti trattati con il veleno cubano ricavato dallo ‘Junceus Rhopalurus’. Nel 2010 sono stati tretacinque mila gli italiani che hanno acquistato il prodotto a Cuba. Sarebbero tra i dieci e i venti pazienti al giorno che si mobilitano dall’Italia per comprare le gocce sublinguali al costo di 98 euro.

Tra i migliori clienti, così come ha fatto sapere il presidente della società del farmaco, ci sono i pugliesi seguiti da toscani, piemontesi, lombardi e calabri. La receptionist della Pharma Matrix ha fatto sapere come proprio dal capoluogo pugliese esiste un volo diretto per Tirana: un viaggio della speranza fatto per andare ad acquistare l’Escozul, il nome con cui il farmaco è conosciuto in Albania.

Palma Maria Roberta Frascella

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