La sordità è una malattia dell’orecchio che si manifesta con la perdita parziale o totale dell’udito. In Italia ne soffrono oltre otto milioni di italiani, oltre il 12% della popolazione, di cui 500 mila in forma grave ed invalidante. Purtroppo è anche vero che questo fenomeno colpisce sempre più anche i neonati. Ogni anno in Italia nascono circa 1500 bambini sordi. Ma ora tutto questo potrebbe diventare un ricordo.

“Grazie agli impianti cocleari, che danno l’udito ai bambini nati sordi, consentendo loro di imparare a parlare in tempi brevissimi, tra 70 anni il linguaggio dei segni potrà essere solo un ricordo. Questi interventi – fanno sapere dall’ospedale – qui sono ormai prassi comune”.

In sostanza si è cercato di costruire un ponte tra due epoche: quella di un mondo senza suoni né parole e quella attuale, dove il bambino, grazie al recupero dell’udito, può imparare a parlare e ad esprimersi.

Comunque  per raggiungere questo obiettivo finale, bisogno innanzitutto istaurare un approccio multidisciplinare. All’ospedale pediatrico è infatti attivo un team di esperti  in grado di compiere diagnosi neonatali precoci e di adottare entro il primo anno di vita del bambino sordo tutte le tecniche efficaci ad una comunicazione uditivo-verbale e di seguirlo in tutto il percorso riabilitativo.

Tali interventi sono ormai prassi comune all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che, con la sua esperienza trentennale nella microchirurgia dell’orecchio (sono oltre tremila gli interventi eseguiti), si pone come Centro d’eccellenza per il trattamento della sordità in età pediatrica.

Elisabetta Paladini

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