Pino Pisicchio, deputato di Centro Democratico, è stato esautorato dalla vice direzione nazionale con un documento della direzione nazionale del partito del Centro democratico. Suo fratello Alfonsino, rieletto al Consiglio Comunale di Bari e in corsa per un assessorato accanto al neo sindaco di Bari, è stato a sua volta commissariato provvisoriamente, come segretario regionale dall’On. Angelo Sanza.

Negli ultimi mesi Pino Pisicchio a livello nazionale e Alfonsino Pisicchio a quello regionale pugliese, avevano assunto, a sentire le voci che trapelano dalla direzione nazionale, atteggiamenti e iniziative che li avevano collocati nei fatti al di fuori del partito.

In particolare, Pino si era mostrato fortemente contrario alle politiche di aggregazione con altre compagini come Scelta civica e Popolari per l’Italia, preferendo una linea diversa e non molto chiara, di confluenza o vicinanza con schieramenti di ben altra dimensione. Inoltre alle europee, in Puglia era stato dato ordine, e sono sempre i rumors della segreteria nazionale a dirlo, di non votare per Bruno Tabacci, Segretario nazionale e capolista in tutte le circoscrizioni.

A livello locale, poi, Alfonsino Pisicchio non aveva presentato una lista di partito alle comunali baresi, ma aveva optato per una sorta di lista civica, con il nome del partito e la dicitura “con Alfonsino Pisicchio” contravvenendo vistosamente con le indicazioni del partito.

Finisce una dinasty politica potentissima che derivava direttamente dai fasti della vecchia democrazia cristiana dei tempi di Donat Cattin.

 

3 Commenti

  1. Vorrei solo mettere in evidenza, disgustata e sempre più colpita dal potere dei politicanti sui mass media, che oggi 26 giugno 2014 nessun giornale quotidiano ha fatto riferimento a questa notizia.

  2. Devo confessare che ha suscitato la mia ilarità, il commento della Dott. Fortunata Dell’Orzo apparso il 26 giugno scorso sulla testata online “Il Quotidiano Italiano” dal titolo: “L’ON. PINO PISICCHIO DEFENESTRATO, FINISCE UNA DINASTY POTENTISSIMA”. Forse perché ho imparato a riconoscere certi afflati “selvaggi” come li marchierebbe il buon Mcluhan, volti a lubrificare i polpastrelli di alcuni web writers che, con titoloni a stencil, mietono le proprie vittime sul beneamato altare del sensazionalismo.
    La pepita giornalistica “Dell’Orziana” dimostra come le variabili gratuite del linguaggio mediatico siano state ordite per screditare l’immagine dei fratelli Pisicchio che, all’improvviso, finiscono per macchiarsi di una colpa tanto ignominiosa semplicemente per aver ritenuto conclusa l’esperienza politica di una micro-formazione priva di alcun ruolo, ormai, nel gorgo del centrosinistra. Persino l’architettura dei sottotitoli appare curata con certosina maestria: “Una drammatica riunione ha determinato una decisione grave e inaspettata”.
    Ora, a prescindere da qualsiasi forma di censura ascrivibile al dress code della giornalista che, in qualche maniera, dimostra una più netta propensione verso la “bandana” piuttosto che per la “corona”, ritengo, tuttavia, che l’ossessione delle “riunioni sovietiche” debba aver ingenerato, nella stessa, un’evidente stortura nella visione canonica della realtà.
    E lo dimostra chiaramente la riviviscenza di certi riti stalinistici che la Dell’Orzo rievoca mettendo in scena una “drammatica Réunion” della direzione generale di CD, che determinerebbe “una grave e inaspettata” azione di ostracismo nei confronti del cofondatore e “dissidente” Pisicchio, reo di essersene restato, come Lucrezio, a osservare dalla spiaggia il trabaccolo tabacciano in balìa di un naufragio ampiamente annunciato.
    Ritengo che chiunque non sia avvezzo a brandire agenda e matita(come i crociati facevano con scudo e spadone)per verificare la fondatezza di simmetrie sempre attendibili e mai avventuristiche, dovrebbe restarsene religiosamente lontano dal pc, dal mac, dalla stilografica o da qualunque sia il mezzo che adoperi per scombiccherare pagine. Il contributo imperituro alla storia delle Patrie Lettere potrebbe essere quello di non aver peggiorato le cose soprattutto con i commenti selvaggi delle giornaliste “interpretatrici di verità” che sono, per usare un eufemismo Dell’Orziano, i veri “highlander” della storia moderna.

  3. Devo confessare che suscitano ilarità certi afflati “selvaggi” come li marchierebbe il buon Mcluhan, volti a lubrificare i polpastrelli di alcuni web writers che, con titoloni a stencil, mietono le proprie vittime sul beneamato altare del sensazionalismo.
    Persino l’architettura dei sottotitoli appare curata con certosina maestria: “Una drammatica riunione ha determinato una decisione grave e inaspettata”.
    Ora, a prescindere da qualsiasi forma di censura ascrivibile al dress code della giornalista che, in qualche maniera, dimostra una più netta propensione verso la “bandana” piuttosto che per la “corona”, ritengo, tuttavia, che l’ossessione delle “riunioni sovietiche” debba aver ingenerato, nella stessa, un’evidente stortura nella visione canonica della realtà.
    E lo dimostra chiaramente la riviviscenza di certi riti stalinistici che la Dell’Orzo rievoca mettendo in scena una “drammatica Réunion” della direzione generale di CD, che determinerebbe “una grave e inaspettata” azione di ostracismo nei confronti del cofondatore e “dissidente” Pisicchio, reo di essersene restato, come Lucrezio, a osservare dalla spiaggia il trabaccolo tabacciano in balìa di un naufragio ampiamente annunciato.
    Ritengo che chiunque non sia avvezzo a brandire agenda e matita(come i crociati facevano con scudo e spadone)per verificare la fondatezza di simmetrie sempre attendibili e mai avventuristiche, dovrebbe restarsene religiosamente lontano dal pc, dal mac, dalla stilografica o da qualunque sia il mezzo che adoperi per scombiccherare pagine. Il contributo imperituro alla storia delle Patrie Lettere potrebbe essere quello di non aver peggiorato le cose soprattutto con i commenti selvaggi delle giornaliste comuniste “interpretatrici di verità” che sono, per usare un eufemismo Dell’Orziano, i veri “highlander” della storia moderna.

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