L’obiettivo del provvedimento consiste nell’assicurare l’indipendenza della magistratura ed evitare che questa si estranei dalla vita del Paese. Il ministro Alfano auspica di ottenere entro l’estate almeno il primo dei quattro voti del Parlamento, in quanto il ddl costituzionale, per diventare legge, necessita di quattro approvazioni dello stesso testo da parte del Parlamento. In caso di opposizione contraria, è probabile che il testo venga sottoposto ad un  referendum popolare.

“Il nostro testo non è blindato e definitivo – ha sottolineato il guardasigilli – siamo aperti ad ogni contributo del Parlamento e quindi anche delle opposizioni, per migliorarlo senza stravolgerne l’impianto”, precisando però che alcuni punti della riforma, quali la parità tra accusa e difesa davanti al giudice, e la responsabilità civile dei magistrati, restano “imprescindibili”.

Le modifiche del ddl Alfano consistono nella separazione tra giudici e pm, nella creazione di due Consigli superiori della magistratura, nell’istituzione di una Corte di disciplina per i magistrati, nella fine del vincolo gerarchico della polizia giudiziaria alle procure. E ancora, nel “temperamento” al principio di obbligatorietà dell’azione penale, nella responsabilità civile diretta dei magistrati, nell’inappellabilità delle sentenze di assoluzione, nelle eccezioni al principio di inamovibilità delle toghe. E infine, nella nomina elettiva dei magistrati onorari e nella riorganizzazione dei consigli giudiziari.

Palma Maria Roberta Frascella

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