Ad annunciarlo è stato il Presidente della Consulta Ugo De Siervo. Uno slittamento opportuno, a suo dire, data “la curiosa coincidenza con il voto di fiducia alle Camere” che determinerebbe un eccesso di sovraccarico mediatico. Rimandando di un mese l’udienza pubblica sulla legge, che prevede uno ‘scudo’ per le quattro più alte cariche dello Stato dai processi penali, si potrà avere un clima “meno infuocato” rispetto al 14 dicembre, quando invece, secondo De Siervo, verrebbero ad accavallarsi due dimensioni diverse, quella politica e quella della Corte, due sfere che “è bene invece non confondere”.

Da questo rinvio ne deriverebbero due benefici: innanzitutto il momento dell’udienza pubblica e quello della decisione della stessa Corte si avvicinano e poi gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, potranno partecipare all’udienza pubblica, visto che il 14 dicembre essendo anche parlamentari sono impegnati alle Camere per il voto di fiducia al governo.

Sono state le prime dichiarazioni di Ugo De Siervo nel suo incontro con i giornalisti nella veste di Presidente della Corte Costituzionale: oggi infatti la sua elezione, avvenuta al ballottaggio, con un solo voto di differenza rispetto al candidato alternativo, Alfonso Quaranta. Uno così breve scarto al quale però il neo Presidente non attribuisce un significato di spaccatura politica anche se

“sicuramente – ha precisato Siervo – nella Corte ci sono orientamenti culturalmente diversi”.

E, a riguardo invece alla breve durata del suo mandato, dato che come giudice con maggiore anzianità decadrà da questa carica nell’aprile del prossimo anno, De Siervo ha spiegato che potrebbe essere stato questo fattore a procurargli meno voti:

“Le presidenze brevi riducono i rischi di scontri politici ma sono anche giudicate per le loro controindicazioni, ad esempio per l’impossibilità per i presidenti di programmare delle trasformazioni”.

Classe 1942, di Savona, laureato in Giurisprudenza nel 1965 all’Università di Firenze e poi assistente di diritto costituzionale con il professor Paolo Barile presso la stessa università, Ugo De Siervo è stato dal 1972 professore incaricato nelle facoltà di giurisprudenza prima di Sassari poi di Firenze. Vincitore nel 1976 del concorso a cattedra di diritto pubblico, ha insegnato nelle università di Salerno e di Firenze. Attualmente è professore (in aspettativa) di diritto costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo fiorentino. Tra gli incarichi pubblici che ha rivestito, dal 1997 al 2001 è stato tra i membri dell’autorità garante per la protezione dei dati personali. Il 24 aprile del 2002 la nomina del Parlamento a giudice costituzionale e dal 25 febbraio 2009 la vice presidenza della Consulta.

A pochi giorni dalla investitura della nuova e importante carica, dunque, De Siervo deve subito misurarsi con un impegno delicato: il rinvio formale sarà deciso dalla corte proprio il prossimo 14 dicembre, quando il collegio si riunirà per la prima volta dopo la sua elezione. A quanti gli hanno fatto notare che lo spostamento di un mese della decisione sul legittimo impedimento significhi mantenere una spada di Damocle sulla testa di Berlusconi lui ha risposto che ”sono proprio le cose, i giochi dai quali vogliamo sfuggire”. Non a caso ad ipotizzare il rinvio, era stato già Francesco Almirante, il suo predecessore, come lui stesso ha precisato:

“Insomma – ha concluso De Siervo – non facciamo una sorpresa a nessuno”.

Pina D’Errico

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